Microsoft vola +26%, per Goldman è la migliore: L’IA l’ha scelta già da un mese

La febbre dell’oro, che ricorda il titolo di un celebre film che abbraccia anche quel desiderio di riscatto e rivalsa sociale, diretto ed interpretato dal grande Charlie Chaplin, continua a rendere questa materia prima protagonista anche per il futuro.
Per chi volesse, può conoscermi direttamente al prossimo evento dal vivo, Investing Milano 2026, che si terrà venerdì 6 giugno, presso Borsa Italiana. Condividerò la mia operatività sulle commodities in Sala Parterre (dove si svolgeva il mercato alle grida a Piazza Affari, a Milano) a partire dalle ore 8,45 e poi nel pomeriggio in Sala Multimediale, dalle ore 16,15 alle 17,00 focalizzerò l’attenzione sull’attuale contesto relativo ad ogni singola materia prima.
Passiamo ora a qualche riflessione sul gold.
Sono sempre stato fiducioso sul gold e continuo a sostenere che certi driver, soprattutto se l’orizzonte è focalizzato sul lungo termine, sono saldamente intatti. Il metallo giallo è certamente più vulnerabile nel breve termine, ma il quadro più ampio non è cambiato. Con l’aumento dei livelli di debito e l’irrigidemento delle fratture geopolitiche, l’oro rimane saldamente in un mercato rialzista, anche se il percorso risulta, diciamo così, un po’ più irto di ostacoli.
Qualcuno potrebbe obiettare, affermando giustamente che il gold continua ad affrontare un certo vento contrario poiché mentre l’aumento dei prezzi del petrolio riaccende le pressioni inflazionistiche dall’altro costringerebbe le banche centrali a ripensare ai tempi dell’allentamento monetario o addirittura a prendere in considerazione aumenti dei tassi.

Ma se questo è il quadro perché non scende superando determinati livelli di supporto ? La risposta appare semplice e la fornisce il World Gold Council, senza dimenticare la stessa storia delle quotazioni del metallo prezioso, andando ben al di la della famosa teoria del random walk, del cammino casuale, quella logica molto apprezzata negli anni passati, anche da una parte della comunità accademica, una tesi secondo la quale il variare dei prezzi è del tutto indifferente rispetto alla storia. Un percorso casuale dei prezzi ipotizzato da Louis Bachelier e ritrovato in testi importanti, come quello scritto da Paul Cootner relativo al carattere casuale dei prezzi delle azioni…teoria che viene confutata dal mercato stesso, soprattutto per quel che riguarda quello delle commodities…
Tornando al contesto attuale, nonostante questi crescenti venti contrari, i fondamentali sottostanti dell’oro rimangono notevolmente forti. Mi sono sempre esposto ed ho sempre condiviso anche la mia stessa operatività sul gold in molteplici occasioni ed in tutti i forum ed eventi dal vivo di finanza e mercati dove, oltre agli interventi ed i commenti sulle materie prime, ho cliccato buy e sell in sala trading dinanzi a centinaia di persone, spiegando le ragioni ed i fattori che mi inducono ad effettuare certe scelte per l’operatività quotidiana e di lungo periodo. Dico sempre che il trading non è un gioco ed il mercato non ha un andamento casuale e, allo stesso tempo, è fondamentale capire la struttura del mercato. Un trader è un professionista e non opera a caso. C’è anche una forte componente psicologica. Per questo la nostra professionista è meravigliosa, perché porta inevitabilmente a conoscere te stesso in profondità. Quante esclamazioni ho ascoltato in relazione all’idea che il mercato mi va contro !!! Non è esatto. Piuttosto non sopportiamo l’idea che spesso siamo noi ad andare contro noi stessi. Un operatore di Borsa non può indossare i panni di Vladimiro ed Estragone della celebre opera di Samuel Beckett “Aspettando Godot”. Non si può aspettare passivamente che qualcosa si palesi. Il mercato è azione e disciplina. Altrimenti non perdona. Alcuni trader usano un solo tipo di analisi, altri una combinazione di analisi tecnica e fondamentale per scegliere le operazioni da eseguire e decidere quando entrare o uscire dal mercato. I trader raccolgono le informazioni da svariate fonti, che raramente rientrano in una sola categoria. Avere diversi tipi di dati provenienti da molteplici fonti aiuta i trader a farsi un quadro più completo del mercato in cui operano.
Guardando al futuro, il WGC si aspetta che sia la domanda di investimenti che l’acquisto delle banche centrali continueranno ad essere i principali motori del mercato dell’oro. L’inflazione elevata, le tensioni geopolitiche persistenti e la continua volatilità dei mercati finanziari probabilmente manterranno attraente come copertura. Il WGC sta mantenendo la sua previsione che le banche centrali acquisteranno tra le 700 e le 900 tonnellate di quest’anno, in linea con l’attività osservata nel 2025, ma in calo rispetto ai tre anni precedenti, che hanno visto aumentare le riserve globali di oltre 1.000 tonnellate.
A mio avviso, secondo i miei studi ed approfondimenti, l’oro è certamente tecnicamente vulnerabile, ma la tendenza al rialzo a lungo termine non è ancora scalfita. Il ribasso di marzo ha tenuto un supporto chiave vicino alla media di 200 giorni. La crisi attuale in Medio Oriente ha ricordato agli investitori che l’oro può anche essere mobilitato per la necessità di liquidità. Questo è accaduto in diverse occasioni. Sull’oro storicamente si è fatto cassa, l’ultimo esempio lo abbiamo avuto in occasione della pandemia. Il mercato, per certi aspetti, sta prezzando anche uno scenario di stagflazione; la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti nello stesso mercato sia un aumento generale dei prezzi, sia una mancanza di crescita dell’economia in termini reali.
Oltretutto gli shock petroliferi tendono a rafforzare il dollaro come valuta di riserva globale e, di conseguenza, il prezzo dell’oro cala. Inoltre, l’oro viene venduto perché è liquido ed in certi momenti quello che serve agli operatori è proprio liquidità immediata.
Insomma, se Keynes ha definito l’oro come una barbara reliquia oggigiorno e direi storicamente in molteplici occasioni il metallo prezioso ha mostrato tutt’altro. Non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e geopolitico.
Permettetemi un volo pindarico:
È proprio il grafico del gold mi ricorda il corso tracciato dal fiume Tanana che arriva a sfociare sino al fiume Yukon, in Alaska, luogo in cui Felice Pedroni (il cercatore d’oro che nella seconda metà dell’800 dalla provincia di Modena parte per l’America dove trova il suo oro lungo un torrente che ancora oggi è chiamato in suo onore ricordando il suo nome…) tutte le storie incredibili ed a tratti affascinanti, anche particolari come ad esempio quella del famoso scrittore, drammaturgo Jack London che scrisse anche delle sue avventure nel Klondike e lui stesso fu protagonista une dosi alla corsa all’oro nel 1897 arrivando alla famosa Dawson city.
Gli investitori globali non hanno affatto trascurato il mercato degli ETF sull’oro ad aprile. A seguito di notevoli deflussi a marzo, si son palesati afflussi di 6,6 miliardi di dollari durante il mese. L’aumento di aprile è stato un gradito rimbalzo dai deflussi di marzo di 84,3 tonnellate. Il WGC ha affermato che le partecipazioni globali sono aumentate a 4.137 tonnellate, il terzo livello più alto di sempre e appena sotto il record di 4.176 tonnellate fissato a febbraio. Europa hanno visto i maggiori afflussi il mese scorso. Gli investitori europei hanno acquistato quasi 27 tonnellate ad aprile, del valore di 3,7 miliardi di dollari. Il Regno Unito ha guidato l’ondata, mentre anche la Svizzera e la Germania hanno contribuito in modo significativo. Sebbene la domanda di investimenti tra gli investitori occidentali sia migliorata il mese scorso, gli analisti del WGC hanno affermato che il mercato rimane vulnerabile a causa della guerra in corso in Iran.
Panoramica regionale
Il Nord America ha invertito la rotta ad aprile, registrando afflussi di 1 miliardo di dollari. Il rimbalzo si è concentrato nella prima metà del mese, poiché l’oro si è ripreso dai minimi di marzo e le pressioni di mercato più ampie si sono attenuate.
I flussi si sono ammorbiditi di nuovo nella seconda metà di aprile quando il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha mostrato segni di un’ulteriore escalation e costi opportunità più elevati sono riemersi attraverso un dollaro più forte e rendimenti più alti.
I fondi europei hanno visto un grande afflusso di 3,7 miliardi di dollari ad aprile, ribaltando il loro totale su anno da negativo a positivo, a 3,7 miliardi di dollari. Il Regno Unito ha guidato l’impennata. gli investitori hanno valutato le implicazioni inflazionistiche di un conflitto iraniano più prolungato e la pressione associata sui prezzi dell’energia.
Gli ETF sull’oro in Asia hanno esteso la loro striscia di afflussi a otto mesi, aggiungendo 1,8 miliardi di dollari ad aprile. La regione rimane importante da tenere d’occhio, con i flussi y-t-d attualmente al passo per sfidare il totale record dello scorso anno. La Cina ha guidato la regione.
Per quel che riguarda le banche centrali, le stesse continuano ad inviare un chiaro segnale al mercato: rimangono acquirenti impegnati sulla debolezza dei prezzi, anche in mezzo a condizioni economiche volatili. Certamente non deve sfuggire l’atteggiamento di alcuni Paesi come ad esempio la Turchia che ha effettuato operazioni per 20 miliardi di dollarisulle proprie riserve in oro dall’inizio della guerra in Iran, contribuendo al peggior ribasso mensile del metallo giallo dal 2008. A guidare le operazioni è stata la banca centrale, impegnata a sostenere la valuta locale, la lira. Infatti, secondo le stime della società di consulenza Metals Focus, basate su dati ufficiali, la Banca centrale turca ha venduto 52 tonnellate di oro tra il 27 febbraio e il 27 marzo, portando le riserve nette a 440 tonnellate, il livello più basso da oltre due anni. Tuttavia, Sempre il World Gold Council smentisce l’ipotesi di un’inversione di tendenza generalizzata e mi riferisco agli acquisti da parte delle banche centrali. Certo Turchia, Russia ed Azerbaigian hanno venduto e ne abbiamo anche spiegato le ragioni, ma a livello generale si registra c’è stato un accumulo netto di 243,7 tonnellate, volumi superiori alla media quinquennale e in aumento del 17% rispetto al trimestre precedente. La Polonia nuovamente in testa negli acquisti nei primi tre mesi dell’anno (con 31 tonnellate) è stata ancora una volta la Polonia.
La Cina rimane centrale per questa tendenza. La Banca Popolare Cinese ha incrementato le sue riserve per ben 18 mesi consecutivi. A marzo, la banca centrale cinese ha acquistato 8 tonnellate di oro, il suo più grande acquisto mensile da dicembre 2024, poiché i prezzi sono rimasti circa il 16% al di sotto dei massimi di tutti i tempi di gennaio 2026.
il quadro tecnico dell’oro resta strutturalmente rialzista, ma con segnali di possibile consolidamento nel breve periodo dopo il forte rally degli ultimi mesi. Il prezzo spot oscilla intorno ai 4.700–4.750 $ l’oncia, vicino ai massimi storici annuali.
Scenario tecnico attuale
Il trend dominante rimane bullish:

  • prezzo sopra le medie mobili principali (50 e 200 periodi)
  • struttura di massimi e minimi crescenti
  • MACD ancora positivo
  • sentiment tecnico prevalentemente “BUY”
  • trend fortemente rialzista
  • momentum ancora positivo
  • nessun pattern di inversione maggiore
  • volumi in crescita nelle fasi di breakout


Nel daily invece emergono alcuni segnali di attenzione:

  • RSI vicino a zone di ipercomprato
  • volatilità elevata
  • possibili prese di profitto sopra 4.800 $

Fattori macro da monitorare
L’oro in questa fase è guidato soprattutto da:

  • politica FED
  • inflazione USA
  • tensioni geopolitiche
  • domanda delle banche centrali
  • forza/debolezza del dollaro

I mercati non si fermano mai — tu puoi.

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