Microsoft vola +26%, per Goldman è la migliore: L’IA l’ha scelta già da un mese

L’attuale scenario del mercato valutario si presenta interessante soprattutto da un punto di vista di trading di breve termine.
Sul fronte europeo, i recenti dati relativi all’indice dei prezzi al consumo hanno evidenziato una pressione inflazionistica superiore alle aspettative, con il CPI core attestatosi al 2,3% e il dato annuo al 2,6%. Parallelamente, il netto miglioramento della bilancia commerciale dell’Eurozona, passata a un surplus di 11,5 miliardi di euro, ha fornito una base di sostegno fondamentale per la moneta unica. Tuttavia, nonostante questo quadro teoricamente favorevole all’euro, la configurazione tecnica dei grafici invita alla cautela.
Negli Stati Uniti, la situazione è questa: da un lato i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione (219.000) e il raffreddamento generale del mercato del lavoro hanno penalizzato il biglietto verde, dall’altro l’accelerazione del CPI mensile allo 0,9% mantiene alta l’attenzione sulla Federal Reserve. La dicotomia tra un’economia che mostra segni di rallentamento occupazionale e un’inflazione ancora persistente sta creando una volatilita strutturale che il mercato sta iniziando a prezzare in vista della decisione sui tassi del 29 aprile.
Per quanto riguarda il Giappone, la debolezza dello yen rimane il tema centrale. Le dichiarazioni del governatore della BOJ, Ueda, relative ai rischi legati alle tensioni in Medio Oriente e alla volatilita del prezzo del petrolio, non sembrano aver fornito finora un supporto concreto alla valuta nipponica. Si guarda con estremo interesse ai dati sulla bilancia commerciale previsti per il 22 aprile e, soprattutto, al tasso di inflazione annuo che verra rilasciato il 24 aprile, determinante per comprendere i margini di manovra della Banca del Giappone.
Dal punto di vista dell’analisi tecnica e della price action, l’osservazione dei grafici daily evidenzia un segnale di inversione rilevante: sia EUR/USD che USD/JPY hanno fatto registrare una pin bar che segnala una rinnovata forza intrinseca del dollaro americano. Su EUR/USD, la giornata di venerdì suggerisce un esaurimento della spinta rialzista nonostante il supporto dei dati inflazionistici europei con una close settimanale sotto area 1,1800.Su USD/JPY, la struttura conferma la resilienza del trend ascendente e tenuta del pavimento tra 158,00 e 158,50.
In ottica operativa, la mia strategia per le prossime sessioni si orienta verso un approccio ribassista su EUR/USD e rialzista su USD/JPY. L’obiettivo e individuare punti di ingresso ottimali sfruttando i timeframe a 4 ore (4H), cercando conferme strutturali che convalidino il segnale daily. La settimana entrante, con appuntamenti quali l’indice ZEW tedesco e le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, sarà interessante per operatività di breve/brevissimo termine.

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