"Trump accetterà accordo con Iran solo se rispetterà le sue linee rosse"

"La riunione nella Situation Room si è conclusa ed è durata circa due ore. Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l'America e rispetterà le sue linee rosse. L'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare". Lo scrive in un post su X Alayana Treene, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, citando un funzionario della presidenza, secondo cui non c'è "ancora nessuna notizia in merito alla sua promessa decisione definitiva" sui negoziati con l'Iran.

Nuove sanzioni antiterrorismo Usa all'Iran

Gli Stati Uniti emettono nuove sanzioni antiterrorismo nei confronti di individui ed entità iraniane. Lo annuncia il Tesoro americano.

Bessent: abbiamo sequestrato un miliardo di dollari in criptovalute iraniane

Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ha detto oggi che gli Stati Uniti hanno sequestrato un miliardo di dollari in criptovalute iraniane nell'ambito delle iniziative adottate dall'amministrazione per fiaccare l'economia iraniana. "Abbiamo sequestrato direttamente i wallet", ha detto Bessent al Reagan National Economic Forum, secondo quanto riportato dal New York Times.

Hezbollah annuncia di avere lanciato attacchi contro il nord di Israele

Il movimento filo-iraniano Hezbollah ha rivendicato oggi la responsabilità di una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano, mentre i due Paesi sono impegnati in colloqui militari a Washington. In una serie di dichiarazioni, il movimento islamista ha affermato di aver utilizzato droni per colpire assembramenti di soldati vicino a una città nel nord di Israele, un altro in un campo militare in Galilea e una caserma.

Bessent: “Tre scenari per l'Iran, le nostre azioni tutte difensive”

Per l'Iran ci "sono tre scenari: accordo, non accordo o azione cinetica". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. "Tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto" dall'inizio del cessate il fuoco è stato "difensivo", ha messo in evidenza Bessent riferendosi ai recenti attacchi americani nel sud dell'Iran.

Media: “Usa e Iran mai così vicine ad accordo, fra i nodi i fondi in Qatar”

Gli Stati Uniti e Iran non sono mai stati più vicini alla finalizzazione di un memorandum of understanding. Lo riporta il New York Post citando alcune fonti dell'amministrazione, secondo le quali non è chiaro quanto l'accordo sarà finalizzato. I fondi iraniani congelati in Qatar sono fra gli ultimi nodi irrisolti.

Fmi, Bm e Iea: “Carburanti a rischio in estate se non riapre Hormuz”

Fmi, Banca mondiale (Bm) e Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea) mettono in guardia dai rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti di carburanti nei mesi estivi di picco della domanda se il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non tornasse alla normalità. "Le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record in risposta alla grave perdita di forniture attraverso lo Stretto di Hormuz", hanno affermato i vertici delle tre istituzioni in una nota congiunta.

Iran: terminata riunione con Trump nella Situation Room

La riunione del Presidente americano, Donald Trump, nella Situation Room si è conclusa, ma non è stata ancora presa una decisione sull'accordo con l'Iran. Lo riporta il 'New York Times', citando un alto funzionario americano secondo il quale l'incontro è durato circa due ore. Il funzionario ha aggiunto che "l'amministrazione ritiene di essere vicina a un accordo, ma ci sono ancora alcune questioni in discussione, tra cui lo sblocco dei fondi destinati all'Iran". In precedenza, Trump aveva scritto su 'Truth' che avrebbe tenuto "una riunione nella Situation Room per prendere una decisione definitiva".

Teheran: "Il post di Trump contiene verità e menzogne"

Le condizioni di Trump per arrivare all'intesa preliminare con L'iran

Nyt: “Trump non ha preso alcuna decisione sull'Iran”

La riunione nella Situation Room è durata circa due ore ma Donald Trump non ha preso alcuna decisione sull'accordo con l'Iran. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti. L'amministrazione Trump ritiene di essere vicina a un accordo ma ci sono ancora alcune questioni da discutere, fra le quali lo sblocco dei fondi iraniani, riporta il New York Times citando alcune fonti.

Libano: morti 8 cittadini siriani in attacco israeliano nel sud

Almeno otto persone, tutte di nazionalità siriana, sono morte nell'attacco aereo lanciato oggi dalle forze israeliane alle porte della città di Adloun, nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna.

Iran, media: abbattuto "drone israelo-americano" vicino isola Qeshm

Le forze iraniane hanno "intercettato e abbattuto un micro-drone israelo-americano nelle vicinanze dell'isola di Qeshm", nel sud dell'Iran. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim.

Centcom: “Bloccate finora 115 navi commerciali dirette ai porti iraniani”

Il Comando centrale delle forze militari Usa (Centcom) ha riferito oggi che 115 navi commerciali sono state finora bloccate nell'ambito della stretta sui porti iraniani attuata dagli Stati Uniti. "Le forze americane continuano a far rispettare il blocco contro l'Iran. Al 29 maggio, 115 navi commerciali sono state reindirizzate per garantire che nessuna merce entri o esca dai porti iraniani", ha scritto il Centcom su X, in merito all'iniziativa entrata in vigore il 13 aprile.
La riapertura dello Stretto di Hormuz e il libero flusso del traffico marittimo nel Golfo Persico rimangono una questione centrale nei negoziati ancora in corso tra Stati Uniti e Iran.

Iran: non è stato ancora raggiunto “nessun accordo definitivo” con gli Usa

La diplomazia iraniana afferma che non è stato ancora raggiunto "nessun accordo definitivo" con gli Stati Uniti, riferiscono i media statali iraniani. Nonostante i continui scambi di messaggi, l'Iran non ha ancora raggiunto un accordo definitivo con gli Stati Uniti e attenderà di vedere se Washington porrà effettivamente fine a quello che Teheran definisce un blocco navale illegale, ha dichiarato alla televisione di Stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, scrive Iran International.
Baghaei ha affermato che l'Iran "ha detto addio al linguaggio del 'devo' 47 anni fa" e che i governi occidentali non possono dettare le condizioni alla Repubblica Islamica. "Prendiamo le nostre decisioni basandoci sugli interessi e sui diritti del popolo iraniano", ha aggiunto. Ha inoltre affermato che quello che Washington ha definito un blocco navale è illegale fin dall'inizio, definendolo sia una violazione del cessate il fuoco sia un'interruzione della libertà di navigazione internazionale.
Baghaei ha concluso dicendo che Teheran attenderà di vedere se gli Stati Uniti daranno seguito concretamente alla loro posizione dichiarata o se si tratta semplicemente di una "affermazione propagandistica". 

Trump: estrarremo l'uranio arricchito sepolto per distruggerlo

"Il materiale arricchito, talvolta indicato come 'polvere nucleare', che giace sepolto in profondità nel sottosuolo sotto montagne praticamente crollate, causate dal nostro potente attacco con i bombardieri B2 11 mesi fa, verrà portato alla luce dagli Stati Uniti (che, come è stato concordato, sono l’unico Paese, insieme alla Cina, con la capacità tecnica di farlo!), in stretta collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran, oltre che con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e distrutto". Lo scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Non ci sarà alcun scambio di denaro, fino a nuovo avviso", ha aggiunto, "sono stati concordati altri punti, di importanza molto minori".

Media Teheran: “Al momento non è stato raggiunto alcun accordo con gli Usa”

"Al momento non è stato raggiunto alcun accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti". Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, secondo cui le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla revoca del blocco navale contro Teheran vanno accolte "con scetticismo" e si inseriscono nel suo "consueto schema di annunci unilaterali e autocelebrativi".
Secondo la Tasnim, un'eventuale revoca del blocco rappresenterebbe soltanto "la fine di una delle numerose violazioni del cessate il fuoco", dal momento che tali misure "non avrebbero mai dovuto essere imposte". L'agenzia iraniana sostiene inoltre che le affermazioni di Trump e dei media statunitensi sul dossier nucleare siano "infondate", precisando che al momento non sarebbero in corso discussioni dettagliate sulla questione.
Tasnim aggiunge che l'insistenza americana nel non sbloccare i fondi iraniani congelati alimenta i dubbi di Teheran sulla reale volontà negoziale di Washington. La Repubblica islamica, conclude l'agenzia, ha più volte ribadito che la questione degli asset bloccati dovrà essere risolta prima di qualsiasi accordo preliminare.

Aiea: Kazakhstan pronto a conservare l'uranio iraniano in caso d'accordo

Il Kazakistan ha segnalato la propria disponibilità ad accettare le scorte di uranio arricchito a livelli prossimi a quelli necessari per la produzione di armi nucleari, qualora gli Stati Uniti raggiungessero un accordo con l'Iran sul suo programma nucleare. Lo ha riferito il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). al Financial Times Lo Stato centroasiatico ha espresso la propria apertura a conservare le scorte durante l'incontro tra il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev e il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ad Astana questa settimana, come riportato da Grossi in un'intervista pubblicata dal quotidiano.
Il Kazakistan ospita un deposito di uranio a basso arricchimento, controllato a livello internazionale, per garantire l'approvvigionamento di combustibile alle centrali elettriche degli Stati membri dell'AIEA e prevenire la proliferazione nucleare. Il deposito è stato inaugurato nel 2017 in collaborazione con l'AIEA. 

Araghchi: con Oman discusso dell'amministrazione dello Stretto di Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver discusso con il suo omologo omanita Badr Albusaidi della futura amministrazione dello Stretto di Hormuz, affermando che Teheran accoglie con favore le consultazioni con gli Stati vicini, pur agendo nel rispetto delle proprie "responsabilità sovrane e del diritto internazionale". È quanto si legge in un post su X pubblicato da Araghchi.

Albanese: crimini evidenti, chiedere arresto Smotrich, Ben-Gvir e Katz

"La violenza dispiegata nei confronti dei palestinesi è massiccia ed è perpetrata dai soldati, incitati e aizzati da membri del governo. Io ne ho nominati tre nella mia ultima inchiesta, chiedendo che ci siano, quanto prima possibile, delle inchieste e dei mandati d'arresto, perché i crimini sono evidenti e documentati da anni, contro Smotrich, Ben-Gvir e Katz". Lo ha dichiarato Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, a margine della presentazione in Senato del suo ultimo rapporto. "Non soltanto a Gaza, ma anche in Cisgiordania, dove persino i coloni, assieme ai soldati, commettono abusi sessuali nei confronti della popolazione civile al fine di accelerare lo sfollamento forzato. Questo è l'obiettivo", ha concluso.

Idf: "uccisi 4 miliziani di Hamas a Gaza"

Quattro presunti miliziani di Hamas che "rappresentavano una minaccia immediata per le truppe" sono stati uccisi in raid israeliani nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dall'esercito, nel sud della Striscia, l'Idf ha colpito tre miliziani individuati in prossimità delle truppe. In un altro episodio, un uomo armato, sospettato di essere un cecchino, e' stato colpito e ucciso.

Media Iran: “La versione di Trump sull'accordo è un misto di verità e menzogne”

Le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump su un possibile accordo con l'Iran sono "un misto di verità e menzogne" e non rispecchiano la bozza di accordo attualmente in fase di revisione a Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars News, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando fonti informate. Lo scrive Iran International. L'agenzia afferma che la bozza, presentata come "impegno reciproco", è nelle fasi finali di approvazione in Iran, ma non è stata ancora presa una decisione definitiva.
Secondo Fars, Trump ha rivendicato la vittoria presentando punti che contraddicono il testo della bozza, pur affermando che il blocco statunitense verrà revocato. 

L'agenzia nega inoltre che l'Iran abbia accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz senza pedaggi o condizioni, affermando che tale clausola non è presente nella bozza. Teheran riaprirà lo stretto dopo la revoca del blocco, sulla base di accordi propri, che potrebbero includere monitoraggio, ispezioni, servizi e misure di sicurezza. E respinge l'affermazione di Trump secondo cui l'Iran avrebbe smantellato o distrutto il proprio materiale nucleare, affermando che fonti informate hanno definito tale asserzione infondata e assente dal memorandum.
La notizia dell'agenzia iraniana afferma che la parte più importante della bozza è il pagamento immediato di 12 miliardi di dollari in beni iraniani congelati, aggiungendo che Teheran non passerà a nessuna fase successiva dei negoziati finché il denaro non sarà sbloccato.
Ha inoltre affermato che un cessate il fuoco completo in Libano, in linea con la posizione di Hezbollah, è un altro punto chiave.
Fars ha dichiarato che l'Iran passerà alla fase successiva dei colloqui, che include l'allentamento delle sanzioni e la questione nucleare, solo se tali condizioni saranno soddisfatte, e che qualsiasi accordo finale si baserà sulle linee rosse della Repubblica Islamica e sulla "completa sfiducia" nei confronti degli Stati Uniti. 

Libano: l’Oeuvre d’Orient: “Razzi hanno colpito una chiesa e una scuola”

Nel contesto del conflitto con l'esercito israeliano, diversi razzi lanciati da Hezbollah sono caduti la scorsa notte nel villaggio a maggioranza cristiana di Marjayoun, nel sud del Libano, danneggiando la scuola delle Suore del Sacro Cuore e la chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, un importante punto di riferimento storico libanese. Lo denuncia L'Oeuvre d'Orient, associazione della Chiesa cattolica francese che da oltre 170 anni sostiene le Chiese e le comunità cristiane in Medio Oriente.
''L'Oeuvre d'Orient, che sostiene la scuola e la popolazione locale -si legge in una nota -, condanna fermamente questi atti di guerra, che minacciano i civili, danneggiano le loro case e i luoghi di culto e costringono chi rimane a fuggire. Come gli abitanti del luogo, auspica il ritorno alla pace e il riconoscimento del diritto della popolazione locale a rimanere sulla propria terra''.

Rubio vede ministro esteri del Pakistan e lo ringrazia per gli sforzi sull'Iran

Il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il vice premier e ministro degli esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar a Washington e lo ha ringraziato per il ruolo costruttivo negli sforzi per l'Iran. Lo riferisce il Dipartimento di Stato.

Msf: “Situazione in Libano oltre l'inimmaginabile, questa non è una tregua”

"La situazione va oltre i limiti dell'immaginabile. Ci sono più di un milione di sfollati e, dopo gli ultimi ordini di evacuazione del governo israeliano, molte persone si stanno spostando nuovamente". È l'allarme lanciato da Conrado Alonso, capomissione di Medici Senza Frontiere in Libano, che denuncia l'emergenza in atto nel Paese.
"Questa non è una tregua - afferma Alonso - perché gli attacchi sono costanti e, da quando è stata annunciata ad aprile, ci sono stati bombardamenti e attacchi contro le persone". Il capomissione spiega che "cercare di fornire una risposta umanitaria in queste condizioni è difficile perché anche le strutture sanitarie subiscono attacchi diretti da parte delle forze israeliane".
Una situazione di crisi vissuta dal rappresentante di Msf a Nabatiye, nel sud del Paese, dove il 26 maggio "le squadre di soccorso cercavano di salvare le persone ancora in vita nei luoghi sotto attacco e il personale medico-sanitario cercava di ripararsi all'interno dell'ospedale per non essere colpito dalle bombe".
A mettere a rischio i civili, inoltre, racconta Alonso, è il meccanismo di diffusione degli ordini di evacuazione, "emessi a mezzanotte, quando le persone cercano di riposare". Da quel momento, "in meno di un'ora Israele inizia a bombardare e questo dimostra la mancanza di limiti in questa guerra e di rispetto per i principi umanitari, fra cui la distinzione tra civili e combattenti". 

Araghchi: "Gli Usa rinuncino a richieste eccessive per raggiungere un accordo"

Nel corso di una conversazione telefonica il ministero degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato all'omologo omanita Badr Albusaidi che l'accordo finale con gli Usa dipende dalla fine di richieste “eccessive” e posizioni “mutevoli e contradditorie” sui negoziati da parte di Washington. Lo riporta Iran International. Araghchi ha inoltre affermato che Teheran rimane “seria e ferma” nel perseguire quelli che definisce i suoi “legittimi diritti e interessi”.

Trump: "La polvere nucleare dell'Iran sarà distrutta"

“La polvere nucleare, che giace sepolta nelle profondità del sottosuolo, verrà riportata alla luce dagli Stati Uniti (l'unico Paese, insieme alla Cina, a possedere le capacità meccaniche per farlo), in stretta coordinazione e collaborazione con l'Iran e con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, e verrà distrutta” ha detto Donald Trump sul suo social Truth riferendosi all'uranio altamente arricchito iraniano.

Trump: "Il nostro blocco sarà revocato, navi ferme si preparino a tornare a casa"

Le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a “causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale che ora verrà revocato possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie: il vostro Presidente preferito!” afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Trump insiste: "L'Iran accetti che non avrà l'arma nucleare, devono riaprire Hormuz"

“L'Iran deve accettare che non avrà mai un'arma nucleare o una bomba. Lo stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il traffico marittimo senza restrizioni, in entrambe le direzioni” afferma Donald Trump sul suo social Truth. “Tutte le mine, se ce ne sono, verranno eliminate. L'Iran completerà l'immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste, che non saranno molte” ha aggiunto il presidente.

Trump nella Situation Room per prendere una decisione definitiva sull'Iran

Donald Trump nella Situation Room per “prendere una decisione definitiva” sull'Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. “Mi riunirò ora, nella Situation Room, per prendere una decisione definitiva” ha scritto.

Araghchi sente il ministro degli Esteri dell'Oman: "Discussa la futura gestione di Hormuz"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito il collega omanita Badr Albusaidi per esprimere “la solidarietà dell'Iran di fronte a ogni minaccia”. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno messo in guardia l'Oman dal concordare con Teheran la gestione congiunta del passaggio marittimo dello Stretto di Hormuz, come previsto dalla bozza “iraniana” di accordo fatta trapelare nei giorni scorsi dai media iraniani.

“Abbiamo discusso di Hormuz e della sua futura amministrazione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale. Accogliamo con favore la consultazione con tutti gli Stati confinanti” ha insistito Araghchi su X.

Un consigliere di Khamenei: "Attaccheremo gli Usa se il blocco navale dovesse protrarsi"

Mohsen Rezaei, consigliare militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha affermato che Teheran attaccherà gli Stati Uniti se il blocco Usa dovesse protrarsi oltre un certo periodo di tempo. Lo riporta Iran International. “Washington si avvicina a noi nell'oscurità, mentre noi monitoriamo ogni loro mossa” ha concluso l'ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie.

Netanyahu: "Le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture"

“Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah” ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell'Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di stato maggiore Tamir Yadai. Lo riferisce l'Ufficio del primo ministro.

Ghalibaf: "Non otteniamo concessioni con il dialogo ma con i missili"

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato in un post su X che Teheran “non ottiene concessioni con il dialogo, ma tramite i missili”, in riferimento ai colloqui con Washington per porre fine alla guerra. Il capo delegazione della Repubblica Islamica per i negoziati ha inoltre dichiarato che l'Iran “non si fida di garanzie o parole, perché contano solo i fatti” annunciando che “non sarà intrapresa alcuna azione prima che gli Stati Uniti agiscano”. Secondo Ghalibaf, infine, “il vincitore di qualsiasi trattativa è colui che è meglio preparato alla guerra fin dal giorno successivo all'accordo”.

Media dell'Iran: il memorandum d'intesa sarà annunciato quando completato

L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha citato una fonte informata secondo la quale il testo di un possibile memorandum d'intesa tra Teheran e Washington non è ancora stato finalizzato. La fonte ha affermato che il testo verrà annunciato ufficialmente una volta completato. Lo riporta Iran International.

In risposta alle notizie diffuse dai media occidentali su alcuni aspetti del possibile accordo, la fonte ha affermato che le versioni pubblicate finora erano “inesatte”. La fonte ha inoltre affermato che il testo del possibile memorandum d'intesa tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica è cambiato diverse volte negli ultimi giorni.

Axios: Trump sta aspettando per vedere come l'accordo viene accolto negli Usa

Donald Trump sta aspettando per la firma dell'accordo dell'Iran col fine di assicurarsi che l'Iran non torni indietro. Il presidente vuole inoltre vedere come l'intesa viene accolta negli Stati Uniti. Lo ha detto Barak Ravid, il giornalista di Axios su Cnn, sottolineando che in “un giorno o due potrebbe decidere”.

Teheran: la gestione di Hormuz è nostra, Trump prende batoste

Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i Paesi ora richiedono l'autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie.

Scrivendo su X, Rezaei ha affermato che il presidente Donald Trump era l'unica persona che non vuole accettare la realtà. “Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro” scrive Rezaei.

Beirut: 3.324 persone uccise da Israele dal 2 marzo

Il ministero della Salute libanese afferma che il numero di persone uccise negli attacchi israeliani contro il Paese dal 2 marzo ha raggiunto quota 3.324. Il numero dei feriti è salito a 10.027, aggiunge il comunicato del Ministero, diffuso dall'Agenzia nazionale di Stampa.

Tv libanese: 17 tank dell'esercito israeliano sono entrati in un villaggio nel sud del Libano

La tv libanese Al-Jadeed ha riferito oggi, citando una fonte della sicurezza, che circa 17 carri armati e bulldozer D9 dell'Idf sono avanzati ed entrati durante la notte nel villaggio di Dabin, nel sud del Libano, provenendo dalla direzione della città di Al-Khayyam. Le forze dell'esercito libanese schierate all'ingresso del villaggio si sono ritirate all'arrivo dell'Idf, dirigendosi verso nord in direzione della città di Hasbiya.

Il capo dell'esercito israeliano: le truppe stanno avanzando in Libano

“La manovra (in Libano) verso nuove aree, continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l'asse iraniano e contro l'investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell'Iran” ha detto in visita alla truppe il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir.

“Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall'inizio della guerra, di cui 2.500 dall'inizio dell'operazione ‘Ruggito del Leone’. Continueremo a colpire il nemico” ha aggiunto. “La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo” ha detto.

Nuovi allarmi attivati in Galilea per il lancio di ordigni dal Libano

Nuovi allarmi sono stati attivati a Even Menachem e Shtula, nella Galilea occidentale, segnalando il lancio di ordigni da parte di Hezbollah dal Libano.

Sirene d'allarme nella Galilea occidentale per il lancio di droni dal Libano

Le sirene d'allarme sono state attivate nella Galilea occidentale per il lancio di droni dal Libano.

I soldati israeliani avrebbero sparato nella notte contro un aereo civile, scambiandolo per drone: nessun danno o ferito

I soldati israeliani avrebbero aperto il fuoco contro un aereo civile sopra la Cisgiordania la scorsa notte, scambiandolo per un drone. Non sono stati segnalati danni o feriti. L'Idf ha annunciato che avvierà un'indagine sull'accaduto. I residenti dell'insediamento di Beit El, riporta Times of Israel, hanno segnalato la presenza di diversi droni non identificati sopra la zona. Le truppe dell'esercito israeliano sono state inviate a perlustrare la zona e un contingente, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco; in seguito è emerso che la rotta di volo degli aerei in arrivo all'aeroporto Ben Gurion era stata spostata verso est, causando un volo relativamente basso sopra la zona di Beit El. Circostanza che potrebbe aver dato origine alle segnalazioni di droni. Le Forze di difesa israeliane stanno inoltre verificando la possibilità che un drone della polizia abbia sorvolato la zona in quel momento, provocando le segnalazioni.

Beirut il bilancio dei raid israeliani sale a 10 uccisi in poche ore

Sale a 10 uccisi in poche ore il bilancio degli incessanti attacchi israeliani nel sud del Libano. Ai primi tre uccisi registratisi a Maarub (Tiro) e ad Aita Shaab (Bint Jbeil), si aggiungono quattro persone uccise a Debbin (Marjeyoun), altre due a Tayr Debba (Tiro) e un poliziotto ad Abba (Nabatiye). Lo riportano le autorità locali.

Hezbollah: "L'Iran vuole includere il Libano nell'accordo con gli Usa"

L'Iran non accetterà alcun accordo regionale che non includa il Libano e continua a coordinarsi con il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, per fermare gli attacchi israeliani: lo ha affermato oggi il deputato degli Hezbollah, Hassan Fadlallah, mentre sono in corso negoziati tra Washington e Teheran e nuovi colloqui indiretti tra Libano e Israele.

"Esiste un'insistenza iraniana nel fermare l'aggressione contro il Libano" e "l'Iran non ha accettato alcun accordo che non includa il Libano", ha dichiarato Fadlallah, secondo media locali. L'esponente del movimento sciita ha aggiunto che "il coordinamento è permanente" con Nabih Berri e che le due parti condividono una visione comune sulle trattative in corso.

Secondo Fadlallah, Israele sta intensificando le operazioni militari nel tentativo di influenzare l'esito dei negoziati. Il deputato ha inoltre ribadito che il ruolo della "resistenza", ovvero di Hezbollah, non è quello di difendere posizioni territoriali, bensì di impedire al nemico, con azioni di logoramento, di stabilirsi in maniera permanente nelle aree già occupate.

Media israeliani: "Anche Hamas probabilmente possiede già i droni a fibra ottica"

Un ufficiale del Comando meridionale dell'Idf ha riferito al sito di notizie israeliano Walla che anche Hamas probabilmente possiede droni a fibra ottica nella Striscia di Gaza, simili a quelli che Hezbollah lancia sul nord di Israele.

"Dobbiamo anche essere preparati a uno scenario che preveda l'impiego di parapendii e lanci di razzi", ha aggiunto l'ufficiale. Tuttavia, ha precisato che al momento non vi è alcuna valutazione di un'escalation né alcuna indicazione di intenzioni immediate di utilizzare i droni Fpv contro Israele o i soldati israeliani.

Idf e Shin Bet: ucciso il comandante della Brigata di Gaza e del Battaglione Zeitoun di Hamas

Le Forze di difesa israeliane (Idf) e lo Shin Bet confermano di aver eliminato nella Striscia di Gaza il terrorista Imad Hassan Hussein Aslim, che ricopriva la carica di vicecomandante della Brigata di Gaza e comandante del Battaglione Zeitoun, ala militare di Hamas, che aveva comandato le incursioni dei terroristi del battaglione in territorio israeliano il 7 ottobre 2023.

Secondo le Idf e lo Shin Bet, Aslim aveva promosso decine di attacchi terroristici contro le forze israeliane operanti nella Striscia negli ultimi anni, e in particolare di recente, pertanto "rappresentava una minaccia immediata".

Oggi a Washington incontro fra delegazioni militari Libano-Israele

Delegazioni militari di Libano e Israele si incontreranno oggi a Washington, con gli Stati Uniti ancora una volta in veste di Paese mediatore.

L'incontro odierno fa seguito a un altro incontro tenutosi a Washington il 14 e 15 maggio, durante il quale è stata negoziata una proroga di 45 giorni del cessate il fuoco in vigore dal 16 aprile. La fase politica dei colloqui è in programma il 2 e 3 giugno con la presenza dei rispettivi ambasciatori.

Il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato, al termine del round di colloqui di maggio, l'avvio il 29 maggio di "un percorso di sicurezza al Pentagono con delegazioni militari di entrambi i Paesi". Si prevede che verrà discusso il disarmo di Hezbollah, che non parteciperà ai negoziati.

Ben Gvir: Israele nella lista nera dell'Onu? "Ha perso ogni bussola morale"

Il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, ha commentato con sdegno la decisione dell'Onu di inserire le forze di sicurezza israeliane nella lista nera dei responsabili di violenza sessuale, tra cui figurano anche l'unità antiterrorismo Yamam e l'Unità Operazioni Speciali del Servizio Penitenziario israeliano.

Secondo Ben-Gvir, "il vergognoso rapporto dell'Onu dimostra ancora una volta che questa superflua organizzazione ha perso ogni bussola morale. Mentre Hamas, l'Isis e i talebani commettono crimini di guerra, omicidi, stupri e sequestri, l'Onu sceglie di mettere nella stessa lista i terroristi e coloro che li combattono". Lo riporta YNet.

Trump: con le midterm la finestra per l'azione in Iran era breve, ma faccio ciò che è giusto

In un'intervista a Fox News che andrà in onda nel weekend, Donald Trump ha affrontato le possibili ripercussioni politiche della guerra con l'Iran sulle elezioni midterm del 2026, mentre gli americani risentono dell'aumento dei prezzi dei carburanti causato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Un recente sondaggio di Fox ha rilevato che l'opposizione all'intervento militare statunitense in Iran è salita al 60%, rispetto al 55% di aprile.

Trump ha affermato che esiste un "problema strutturale" causato dalla frequenza di voto in Usa - con le elezioni di metà mandato che si tengono a due anni di distanza dalle elezioni presidenziali - che lascia poco spazio a un intervento militare. "Si ha una finestra molto breve per fare qualsiasi cosa che abbia a che fare con la guerra", ha detto. "Ma io non considero quella finestra. La vedo, devo fare ciò che è giusto".

Premier libanese: nulla può giustificare i continui raid dell'idf

Il premier libanese Nawaf Salam ha denunciato i raid israeliani a tappeto sul Libano meridionale, in corso anche oggi, dopo i pesanti attacchi di ieri in particolare a Tiro, oltre che a Beirut. "Nulla può giustificare" i continui "attacchi" di Israele contro il Libano meridionale, nelle regioni di Tiro e Nabatieh, "né la distruzione dei loro monumenti storici", ha dichiarato Salam in un post su X. Per il premier libanese, questi attacchi "non fanno altro che rafforzare la nostra determinazione a favore di un cessate il fuoco immediato, lavorando per un ritiro completo di Israele dal nostro territorio e per estendere l'autorità dello Stato su tutte le sue terre".

Teheran: la Cina può essere garante dell'intesa con gli Usa

La Cina "potrebbe essere il garante di una possibile intesa" tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere della Repubblica islamica, in un'intervista all'agenzia Isna, parlando dei negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare.

Secondo l'esponente iraniano, il presidente americano Donald Trump "preferisce un'intesa rispetto a un'ulteriore escalation", pur in un contesto di colloqui che ha definito "molto difficili" e caratterizzati da questioni "ampie e complesse".

Media palestinesi: 3 morti in raid con drone israeliano a Khan Younis

Tre persone sono morte e altre sono rimaste ferite in un attacco israeliano contro la città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui un drone dell'Idf ha colpito la zona di Al-Mawasi, a Khan Younis. Secondo l'agenzia nella parte settentrionale della Striscia cinque persone sono rimaste ferite in un attacco israeliano a Gaza City.

Libano: l'esercito israeliano ordina l'evacuazione di un villaggio nel sud

L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per il villaggio di Ain Qana, nel sud del Libano, invitando i residenti ad allontanarsi di almeno un chilometro dall'area indicata come obiettivo.

Il portavoce in lingua araba dell'Idf, colonnello Avichay Adraee, ha scritto su X che "chiunque si trovi vicino a elementi di Hezbollah, alle sue strutture e ai suoi mezzi di combattimento espone la propria vita al pericolo". L'avviso rientra nella serie di ordini di evacuazione diffusi negli ultimi giorni dall'esercito israeliano per diverse località del sud del Libano, prima di attacchi contro obiettivi indicati da Israele come collegati a Hezbollah.

Iran: nessuna intenzione di trasferire l'uranio all'estero

L'Iran non ha alcuna intenzione di trasferire fuori dal Paese, in Cina o in Russia, il proprio uranio arricchito. Lo ha detto ai media russi Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. "Non abbiamo alcun piano per portare l'uranio arricchito fuori dal Paese", ha affermato Azizi. "Francamente, non capisco nemmeno la logica di queste domande. Non abbiamo intenzione di trasferire il nostro uranio arricchito a Paesi terzi, intermediari o altrove", ha aggiunto.

Pezeshkian: "L'Iran impegnato per la diplomazia"

"Nei miei colloqui con i primi ministri di Malesia e Pakistan per congratularmi con loro in occasione dell'Eid al-Adha, ho sottolineato l'impegno dell'Iran per la diplomazia, ho ringraziato la Malesia per la sua posizione umanitaria e ho ringraziato il Pakistan per la sua iniziativa e per gli sforzi efficaci profusi per raggiungere un accordo. La politica dell'Iran è quella di ampliare la cooperazione con i paesi musulmani e confinanti in tutti i settori". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

Trump: volutamente non abbiamo distrutto l'esercito di Teheran

Gli Stati uniti non hanno distrutto le forze armate iraniane per evitare di ripetere gli errori commessi in Iraq. Lo ha sostenuto il presidente statunitense Donald Trump in un'intervista a Fox News.

"Abbiamo in realtà lasciato stare il loro esercito. Le persone sarebbero sorprese nel sentirlo, perché sono stati commessi errori in guerre in cui si elimina tutti, e poi si ha un Paese che, sapete, per 40 anni non riesce più a ricostruirsi", ha affermato Trump.

Il presidente statunitense ha citato l'Iraq come esempio, sostenendo che allora gli Stati uniti agirono "molto male". "Guardate cosa è successo con l'Iraq. Abbiamo fatto così male, è stata una cosa così stupida. Quello che abbiamo fatto, prima di tutto, non avremmo dovuto essere lì. E non avremmo dovuto essere in Iran, ma l'Iran ha la capacità (nucleare)", ha detto.

Trump: intesa con l'Iran se è un buon accordo per gli Usa

Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo.

"Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". Le dichiarazioni giungono mentre i negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un memorandum preliminare di 60 giorni, sebbene l'accordo richieda ancora l'ok finale di Trump.

Speranze di tregua, la borsa di Tokyo apre in rialzo

Prime fasi in forte rialzo per la Borsa di Tokyo sulle speranze che i mediatori statunitensi e iraniani abbiano raggiunto un accordo su un memorandum per estendere il cessate il fuoco per altri 60 giorni e per riaprire lo stretto di Hormuz. L'indice Nikkei sale dell'1,85% a quota 65.914 punti, sui massimi storici per il principale listino della Borsa giapponese.

Gli USA smentiscono l'abbattimento di un loro aereo da guerra in Iran

Il comando centrale militare USA (CENTCOM) ha contestato e definito “falso” quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, secondo cui le forze di Teheran avrebbero abbattuto un velivolo americano nei pressi di Bushehr. In un post su X, il CENTCOM ha assicurato che "nessun velivolo statunitense è stato abbattuto. Tutti i mezzi aerei statunitensi risultano all'appello".

Secondo i media l'intesa USA-Iran c'è, manca il via libera di Trump

Intesa USA-Iran.Trump vuole due giorni per decidere

Vance: "Negoziati in corso sull'uranio, difficile dire se e quando Trump firmerà"

"È difficile dire esattamente quando o se il presidente Trump firmerà il memorandum d'intesa". Lo ha detto il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, che sta svolgendo un ruolo chiave nei negoziati con l'Iran.

"Stiamo discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione. Abbiamo fatto molti progressi", ha spiegato Vance sostenendo che gli iraniani stanno negoziando, "almeno finora, in buona fede" e che entrambe le parti vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz, ma c'è ancora disaccordo sulle scorte di uranio arricchito dell'Iran. "Speriamo di continuare a fare progressi e che il presidente sia in grado di approvare l'accordo, ma ovviamente questo è ancora da definire", ha aggiunto.

Una giornata di sangue a Beirut, le bombe israeliane fanno strage di civili

Guerra totale in Libano, Israele fa strage di civili

Dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro l'Iran

Il Dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran e le sue vendite di petrolio, usate da Teheran per finanziare la ricostituzione delle forze armate e di continuare a rappresentare una minaccia per Stati Uniti e i suoi partner nella regione. Lo ha detto il segretario al tesoro, Scott Bessent.
 

Media: abbattuto aereo ostile in provincia di Bushehr

Secondo quanto riportato dai media iraniani, la difesa aerea iraniana ha intercettato e distrutto un "aereo ostile" nella provincia costiera di Bushehr. "L'incidente avvenuto questa sera è legato all'abbattimento di un aereo ostile", ha dichiarato Masoud Tangestani, governatore della contea di Jam, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. “La situazione in città è ora tornata alla normalità”. L'emittente statale IRIB ha dichiarato che l'intercettazione è avvenuta nell'ultima ora.

Media, lanci di missili e colpi di avvertimento iraniani dal sud del paese verso navi nello Stretto

Missili sarebbero stati lanciati dalle forze armate iraniane dal sud del paese in direzione dello Stretto di Hormuz. E' quanto rifierisce l'agenzia di stampa iraniana 'Fars' senza specificare l'obiettivo. Secondo l'agenzia iraniana 'Tasnim', invece, i missili sarebbero stati lanciati in direzione di navi come colpi di avvertimento nello Stretto di Hormuz.

Sabereen News, il sito di informazione collegato alle milizie irachene sostenuto dall'Iran citato dal quotidiano israeliano 'Haaretz', ha riferito di uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz. Secondo
Sabereen, l'Iran avrebbe aperto il fuoco su quattro navi statunitensi, incluse quelle commerciali, dopo che queste avevano violato le regole iraniane sul transito dello Stretto di Hormuz.
 

Una donna e due bambini sono stati uccisi nel raid israeliano a Beirut

Il ministero della Sanità libanese ha riferito della morte di una donna e del suo bambino, oltre a un bambino siriano, nel raid aereo lanciato ieri dalle forze israeliane a Shuwayfat, a sud di Beirut. Stando a quanto riportato dal quotidiano L'Orient Le Jour, nell'attacco sono rimaste ferite 15 persone, tra cui tre bambini e cinque donne.
 

Media, accordo con Usa non ancora concluso

L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, afferma che il testo di un potenziale Memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti non è stato ancora finalizzato o confermato.La fonte afferma che Teheran non ha ancora informato il mediatore pakistano che il testo sia completo e che comunicherà sia al mediatore sia al pubblico un eventuale accordo, aggiungendo che le notizie diffuse dai media occidentali secondo cui l'accordo sarebbe già stato concluso sono false

Libano, troppi morti da contare. E Netanyahu vuole il 70% di Gaza

Axios, Trump ha chiesto due giorni per valutare bozza

Il presidente americano Donald Trump è stato informato della bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran, ma "ha chiesto un paio di giorni per pensarci". Lo riferisce Axios, che ha per primo dato la notizia di un'intesa tra i negoziatori, citando un funzionario dell'amministrazione americana.
 

Netanyahu, controlliamo 60% Gaza, arriveremo a 70%

Israele prenderà il controllo del 70% della Striscia di Gaza. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Ora controlliamo circa il 60% della Striscia di Gaza. Eravamo al 50%, ora siamo al 60%. Su mio ordine, arriveremo al 70%. Inizieremo da li'", ha dichiarato. 
 

Axios: "Raggiunto accordo Iran-Usa, Teheran avrebbe posto la firma, Trump chiede tampo per valutarlo"

Un accordo fra Iran e Stati Uniti è stato raggiunto martedì e successivamente è stato sottoposto all'esame della leadership iraniana che ha detto ai negoziatori di essere pronta a firmare. Lo rivela il giornalista di Axios Barak Ravid su X, sottolineando che il testo è stato poi presentato a Donald Trump che ha fatto sapere ai negoziatori di aver bisogno di qualche giorno per valutarlo.
Il memorandum d'intesa prevede 60 giorni di proroga del cessate il fuoco e l'avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano. Include l'impegno di Teheran a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e stabilisce che le prime questioni da negoziare nel corso dei 60 giorni riguarderanno lo smaltimento dell'uranio altamente arricchito e la gestione del programma nucleare iraniano.  L'intesa raggiunta - sempre secondo Axios, che cita foti americane - stabilirà che il transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz sarà "illimitato", cioè in "assenza di pedaggi". L'Iran dovrà rimuovere tutte le mine nello Stretto entro 30 giorni. Il blocco navale americano verrà revocato in proporzione al ripristino della navigazione commerciale. 

Il memorandum di intesa fra Stati Uniti e Iran includerà la discussione di un meccanismo volto ad aiutare Teheran a iniziare a ricevere beni e aiuti umanitari e gli Stati Uniti si impegneranno a discutere l'allentamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati nell'ambito dei negoziati.

Agenzia libanese Nna: 12 persone uccise tra cui bambini nei raid di Israele

Almeno undici persone sono state uccise e cinque sono rimaste ferite in una nuova serie di raid israeliani nel sud del Libano, tra Sidone, Zahrani e Tiro. Lo riferisce l'agenzia nazionale libanese Nna, secondo cui tra le vittime ci sono anche bambini.

Il bilancio più grave è stato registrato lungo l'autostrada di Adlun, nella zona di Nabi Sari, nel distretto di Zahrani, dove un drone israeliano ha colpito all'alba una famiglia civile che stava cercando di allontanarsi dai villaggi minacciati. Nell'attacco sono state uccise sei persone, tra cui bambini. Nell'attacco di Zahrani è stato anche ucciso un soldato libanese.

Smotrich: "Per ogni soldato colpito distruggeremo cento edifici"

"Distruggeremo dieci edifici nella periferia di Beirut per ogni drone lanciato. E per ogni drone che colpisce uno dei nostri soldati ne distruggiamo cento". Lo ha scritto in un posto su X il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich in memoria del sergente Rotem Yanai, 20 anni, uccisa ieri dall'esplosione di un drone nel nord di Israele, come annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane.

Reportage da Tiro sotto le bombe israeliane, il sangue dei morti e la voce dei sopravvissuti in fuga

Tra le macerie di Tiro, il sangue e la fuga

Bombe israeliane su Gaza, ieri sera altri 7 morti e 15 feriti

Un raid aereo dell'esercito israeliano contro un'abitazione nel centro di Gaza City ha ucciso almeno sette persone e ne ha ferite altre 15. Lo riferiscono fonti mediche dell'ospedale al-Shifa della città, citate dall'agenzia di stampa Wafa. Un aereo da guerra dell'esercito israeliano avrebbe lanciato due missili contro un'abitazione nelle vicinanze della torre al-Israa, in via Omar al-Mukhtar, vicino al parco comunale nel centro della città.

Gli USA sanzionano di nuovo Francesca Albanese

Gli Stati Uniti hanno nuovamente inserito l'italiana Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi, in una lista di persone sanzionate. L'avviso è pubblicato sul sito web del dipartimento del Tesoro statunitense mercoledì.

Ecco i dettagli della vicenda in ordine temporale:

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Albanese nel luglio 2025 per quelli che hanno definito i suoi tentativi di spingere la Corte penale internazionale ad agire contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani.

Albanese è stata rimossa dalla lista delle sanzioni all'inizio di maggio dopo che un giudice federale ha accolto un ricorso del marito e dalla figlia, così bloccando temporaneamente le sanzioni. Il giudice distrettuale Richard Leon a Washington ha stabilito che l'amministrazione Trump ha violato il diritto di Albanese alla libertà di espressione.

Venerdì, un collegio di tre giudici della Corte d'appello degli Stati Uniti ha emesso una sospensione amministrativa della decisione del giudice Leon, consentendo al governo di imporre nuovamente le sanzioni contro Albanese. L'ordine della corte d'appello sostiene che la sospensione amministrativa delle sanzioni era solo procedurale.

Neanche un dollaro versato al "Board of Peace" di Trump per Gaza

Il fondo del Board of Peace di Trump è a secco e l'organizzazione è bloccata in un limbo giuridico e politico che ha frenato i progetti di ricostruzione della Striscia di Gaza, riporta il Financial Times.

Il presidente degli Stati Uniti ha descritto il Consiglio, che ha richiesto ai leader mondiali quote associative a vita pari a 1 miliardo di dollari, come una delle organizzazioni internazionali più influenti mai create. Gli Stati membri hanno promesso 7 miliardi di dollari per il pacchetto di aiuti del Consiglio per la Striscia di Gaza, e Trump ha promesso altri 10 miliardi di dollari di finanziamenti statunitensi. Ma a quattro mesi dalla sua istituzione, il fondo finanziario del Consiglio creato dalla Banca mondiale non ha ricevuto denaro dai donatori, secondo quattro persone informate sulla questione. 
Non è stato depositato nemmeno un dollaro, ha detto una di loro.

Anziché avvalersi del fondo gestito dalla Banca mondiale e approvato dall'ONU, il Consiglio ha ricevuto donazioni direttamente tramite il proprio conto presso JPMorgan, secondo quanto riferito dal portavoce del Consiglio e da un'altra persona a conoscenza degli accordi, scrive ancora l'FT. Mentre la Banca mondiale è tenuta però a riferire sulla situazione finanziaria del fondo per la Striscia di Gaza ai donatori e ai membri del Consiglio, non esistono requisiti di trasparenza indipendenti per il conto presso JPMorgan.

Un funzionario del Board of Peace ha dichiarato al FT che sono state stabilite diverse opzioni per ricevere i finanziamenti, compreso il meccanismo della Banca mondiale, e che, a questo punto, i donatori hanno scelto di utilizzare altre opzioni. Il Board of Peace riferirà i propri dati finanziari al proprio Consiglio esecutivo, composto da funzionari dell'amministrazione Trump e altri consulenti, nel momento ritenuto opportuno, ha aggiunto il funzionario. Contributi di circa 3 milioni di dollari dal Marocco e 20 milioni di dollari dagli Emirati Arabi Uniti hanno contribuito a finanziare l'ufficio di Nickolay Mladenov, l'alto rappresentante per la Striscia di Gaza del dopoguerra, e gli stipendi del comitato tecnocratico palestinese che il Consiglio ha formato per governare la Striscia. Gli Emirati Arabi Uniti hanno inoltre recentemente stanziato 100 milioni di dollari per addestrare una nuova forza di polizia per la Striscia di Gaza, ma il programma deve ancora iniziare e i fondi sono congelati, dicono due persone informate sulla questione.