Giornata nera per Kering alla Borsa di Parigi: il titolo perde il 10% dopo i dati trimestrali. Mentre Gucci soffre in Europa e Asia, pesando sui conti del gruppo, settori come l'eyewear e la gioielleria (Boucheron e Pomellato) toccano vette mai viste
Il titolo di Kering ha perso il 10% alla borsa di Parigi martedì 15 aprile, scivolando a quota 252 euro dopo la pubblicazione dei dati sui ricavi del primo trimestre. Anche se i risultati complessivi del gruppo francese sono sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato, gli investitori restano preoccupati per le difficoltà di Gucci. Diverse banche d'affari, tra cui Equita Sim, Ubs e Deutsche bank, hanno reagito tagliando il prezzo obiettivo sulle azioni della società.
Le difficoltà di Gucci
Il marchio principale del gruppo ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con ricavi pari a 1,347 miliardi di euro. Si tratta di una flessione del 14% rispetto allo scorso anno, che scende all'8% su base comparabile (ossia eliminando variabili esterne come i cambi di valuta). Il settore del retail diretto ha registrato un calo del 9%: la crescita dell'8% ottenuta nel mercato nordamericano non è stata sufficiente a compensare la debolezza dei consumi nell'area Asia-Pacifico e in Europa occidentale.
Il piano di rilancio del gruppo
Secondo il ceo Luca De Meo, i dati indicano che le vendite “si sono stabilizzate”, segnando una prima tappa nel “percorso di rilancio della società”. De Meo ha spiegato che le azioni intraprese iniziano a mostrare effetti tangibili nonostante un contesto macroeconomico complesso. La priorità resta la trasformazione profonda di Gucci, che coinvolgerà i prodotti, la distribuzione e l'esperienza dei clienti, con l'arrivo delle nuove collezioni.
L'andamento degli altri marchi
Il comparto della moda e della pelletteria ha generato ricavi per 2,852 miliardi di euro. Nonostante un calo rispetto all'anno precedente, il settore mostra segnali di miglioramento. Saint Laurent ha ottenuto buoni risultati nell'abbigliamento e nelle calzature, mentre Bottega Veneta ha confermato la sua forza in Asia. Anche Balenciaga e Brioni hanno registrato una crescita, trainati dal mercato nordamericano. Prosegue invece la riorganizzazione di Alexander McQueen.
I record della gioielleria e dell'eyewear
I segnali più solidi per Kering arrivano dai settori che pesano meno sul fatturato totale. La gioielleria ha raggiunto il suo record storico con 269 milioni di euro di ricavi, in crescita del 22% grazie a marchi come Boucheron e Pomellato. Anche il settore eyewear ha segnato il miglior trimestre di sempre, arrivando a 489 milioni di euro. Resta invece fragile la situazione in Medio Oriente, dove le tensioni geopolitiche hanno causato un calo delle vendite dell'11%.
Le reazioni degli osservatori
La stampa internazionale e i principali analisti finanziari hanno accolto con scetticismo i tempi del recupero. Secondo agenzie come Reuters, il calo dell'8% di Gucci ha deluso le aspettative di chi sperava in una ripresa più rapida. Gli osservatori di Bernstein e Morgan Stanley sottolineano che, nonostante i segnali positivi in Nord America, il marchio sconta ancora una scarsa rilevanza culturale in mercati chiave come la Cina.