Microsoft vola +26%, per Goldman è la migliore: L’IA l’ha scelta già da un mese

L’Euro Stoxx 50 apre la seduta odierna in territorio positivo. Tonici anche i futures sull’S&P 500 (+0,5%) e quelli sul Nasdaq 100 (+1,3%), sostenuti dal recupero globale dei titoli tecnologici. La seduta odierna si apre con numerosi elementi di forte rilievo, dal balzo superiore al +15% del Kospi al violento movimento dello yen registrato ieri, fino alla riunione della Bank of Japan, ormai conclusa e seguita dalla conferenza stampa.

La banca centrale giapponese ha lasciato invariati i tassi di interesse e ha alzato le previsioni sulla crescita economica, segnalando fiducia nella prosecuzione del percorso di normalizzazione della politica monetaria. La decisione arriva dopo l’aumento del mese scorso, che aveva portato il tasso di riferimento al livello più elevato dal 1995. Il componente del board Hajime Takata ha votato contro la scelta, chiedendo un rialzo all’1,25%, mentre le attese indicavano la possibilità di due dissensi, un esito che conferisce alla decisione un’impronta leggermente più accomodante. Takata ha sostenuto che l’aumento delle pressioni inflazionistiche, alimentato dagli shock sulla domanda esterna e dall’evoluzione delle condizioni finanziarie globali, ha accresciuto i rischi al rialzo per i prezzi.

Nel nuovo rapporto trimestrale sulle prospettive economiche, il board della Bank of Japan ha migliorato le stime mediane sulla crescita del Pil sia per l’esercizio in corso sia per quello successivo. L’economia dovrebbe espandersi dello +0,6% nell’attuale anno fiscale. La banca centrale ha contemporaneamente ridotto la previsione sull’inflazione core al +2,5% dal precedente +2,8%, attribuendo la revisione soprattutto agli effetti dei programmi governativi di sussidio. Anche la diminuzione dei prezzi dell’energia ha contribuito all’aggiornamento. Il linguaggio prospettico sull’inflazione e sull’impatto dello yen è apparso leggermente più restrittivo, offrendo elementi sia ai sostenitori di una politica più severa sia a chi privilegia un approccio prudente. La conferenza stampa rappresenta quindi il passaggio decisivo per interpretare l’orientamento della banca centrale.

Ventiquattro ore eccezionalmente volatili per lo yen durante le quali il cambio con il dollaro si è avvicinato sia a quota 164 sia a 158. Il movimento è seguito a una sospetta operazione di intervento sul mercato valutario, che aveva provocato un forte apprezzamento della divisa giapponese nelle prime fasi della seduta statunitense di ieri. Lo yen ha guadagnato oltre il +2% in appena trenta minuti e ha terminato la giornata in rialzo del +2,4% a 159,53 per dollaro. Il

L’altro movimento di rilievo della notte è il rally del Kospi, salito del +16,4% grazie al recupero del comparto tecnologico nelle ultime ventiquattro ore. Anche il Nikkei avanza di oltre il +4%. La spinta è arrivata da Microsoft, che ha guadagnato il +15,5% e ha registrato la migliore seduta dal 2008 dopo la pubblicazione dei risultati la sera precedente. L’incremento della capitalizzazione di mercato, pari a 450 miliardi di dollari, è stato il più elevato mai registrato in una singola giornata da una società. L’aumento supera il valore di qualsiasi impresa europea, con la sola eccezione di ASML.

Le indicazioni positive emerse dai conti di Microsoft sulla domanda di servizi cloud e di intelligenza artificiale hanno sostenuto il Nasdaq, salito del +2,8%. L’indice Philadelphia Semiconductor ha recuperato il +8,2% dopo le recenti difficoltà, segnando il progresso più ampio dall’aprile dello scorso anno. Il movimento ha favorito anche l’S&P 500, che ha chiuso in aumento del +1,7% e ha registrato la migliore giornata delle ultime sette settimane, nonostante la maggioranza dei titoli presenti nell’indice abbia terminato la seduta in calo. Meta ha rappresentato l’eccezione al tono positivo del settore tecnologico, perdendo il -8% dopo la diffusione dei risultati.

Dopo la chiusura di Wall Street sono arrivati dati contrastanti da Amazon e Apple. Le azioni Amazon hanno guadagnato quasi il +10% negli scambi after-hours, dopo il +3,9% della seduta ordinaria, grazie all’accelerazione dei ricavi della divisione web services al ritmo più rapido dal 2021. La crescita su base annua ha raggiunto il +37%, superando la stima del +31,3%. Il gruppo ha anche aumentato la previsione sugli investimenti in conto capitale per il 2026 da 200 a 220 miliardi di dollari. Apple ha invece perso circa il -6% nell’after-hours dopo avere fornito una previsione deludente sulla crescita delle vendite nel trimestre in corso. La società stima un incremento compreso tra il +9,0% e il +11,0%, a fronte di una previsione di mercato del +12%.

In Europa, l’appuntamento principale di ieri è stato la decisione della Bank of England, che ha lasciato invariato il Bank Rate al 3,75% per la quinta riunione consecutiva, in linea con le attese. Tre dei nove componenti del Monetary Policy Committee hanno votato a favore di un rialzo, rispetto ai due di giugno. Lo spostamento è stato più che compensato da elementi di tono accomodante, compresi i segnali di fiducia del Comitato nella prosecuzione del processo di disinflazione di fondo e le dichiarazioni del governatore Andrew Bailey, secondo il quale la banca centrale non si stava avvicinando progressivamente a un aumento dei tassi. I mercati hanno ridotto le aspettative di stretta monetaria della Bank of England.

Le Borse continentali hanno chiuso in rialzo, con lo Stoxx 600 in aumento del +0,8%, il Dax del +0,6%, il Cac 40 del +0,9% e il Ftse Mib del +1,3%. Il Ftse 100 ha sottoperformato, terminando la seduta in calo del -0,1%.

Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,96%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 81 punti base.

Ieri i titoli di Stato europei hanno registrato un recupero moderato. Il rendimento del Bund decennale è sceso di 0,7 punti base, mentre quelli degli Oat francesi e dei Btp italiani sono diminuiti rispettivamente di 2,2 e 2,9 punti base.

La persistente volatilità del petrolio è apparsa relativamente contenuta. Il Brent era salito fino a 93 dollari al barile poco dopo la pubblicazione del rapporto di ieri, in seguito alla notizia secondo cui l’Iran avrebbe colpito due petroliere lungo la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, che costeggia l’Oman. Le quotazioni hanno poi invertito la direzione e il Brent ha chiuso in calo del -1,9% a 89 dollari al barile, per poi cedere un ulteriore -1,7% questa mattina, attestandosi intorno a 87 dollari. Il traffico navale attraverso lo stretto ha subito interruzioni, senza fermarsi completamente, mentre Stati Uniti e Iran sembrano per ora evitare il passaggio da un’escalation limitata a un conflitto aperto.

In Italia, alle 10:00 saranno pubblicati gli indici sulla fiducia di consumatori e imprese relativi a luglio, mentre alle 11:00 arriverà la stima preliminare sull’inflazione dello stesso mese. Dopo la lettura del Pil del secondo trimestre risultata migliore delle attese, la mediana delle previsioni raccolte da Reuters indica un lieve miglioramento per entrambi gli indicatori di fiducia. L’indice riferito alle imprese è atteso a 88,9 punti dagli 88,4 di giugno, mentre quello dei consumatori dovrebbe salire a 92,5 da 92,4. Per l’inflazione italiana di luglio, le stime prospettano un rallentamento su base annua rispetto al mese precedente. Sia l’indice Nic sia quello armonizzato sono attesi al +2,8%, rispetto al +3,0% registrato a giugno.

Nell’area euro, il consensus prevede invece una lieve accelerazione dell’inflazione annua, con il dato complessivo atteso al +2,9% dal +2,8% di giugno e la componente core al +2,3% dal +2,1%. Gli indicatori diffusi ieri da Germania e Spagna hanno mostrato un moderato aumento delle pressioni sui prezzi.

I dati pubblicati nella giornata precedente hanno anche evidenziato che l’economia dell’area euro è cresciuta nel secondo trimestre dello +0,4% rispetto ai tre mesi precedenti, superando la previsione del +0,2%. Il risultato è stato sostenuto dal forte aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale, dall’ampia spesa pubblica e da diversi fattori temporanei, che hanno compensato l’impatto negativo della guerra in Iran e del marcato rincaro dei costi energetici.

Negli Stati Uniti, alle 14:30 sarà diffuso l’indice del costo del lavoro del secondo trimestre, atteso in aumento dello +0,8% su base trimestrale. Alle 15:45 arriverà il Pmi di Chicago di luglio, previsto a 56,0 punti, mentre alle 16:00 sarà pubblicata la lettura finale dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, stimata a 54,0.

Tra gli appuntamenti dell’area euro, S&P aggiornerà il rating del Meccanismo europeo di stabilità e del Fondo europeo di stabilità finanziaria.

Tra le società chiamate a pubblicare i risultati figurano ExxonMobil, AbbVie, Chevron, Linde, Axa, Engie e Holcim.

Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:

BANCA MONTE DEI PASCHI, BANCO BPM. Crédit Agricole non ha ricevuto proposte né comunicazioni relative a una possibile fusione tra Banca Monte dei Paschi e Banco BPM, ha dichiarato ai giornalisti l’amministratore delegato Olivier Gavalda. Il vice amministratore delegato Jérôme Grivet ha aggiunto che nessuna operazione potrebbe essere realizzata contro la volontà del gruppo francese o senza il suo coinvolgimento.

ENI. Eni ha portato da 2 a 2,5 miliardi di euro gli investimenti destinati alla riconversione di Versalis. L’aggiornamento è stato annunciato ieri durante un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato al piano di trasformazione.

INTESA SANPAOLO, TELECOM ITALIA, POSTE ITALIANE. Coima sta preparando un programma infrastrutturale nazionale dedicato ai data center che, nella fase operativa, potrebbe essere strutturato attraverso un fondo specifico per finanziare lo sviluppo dei progetti, secondo quanto riportato da MF. Le quote potrebbero essere sottoscritte anche da Intesa Sanpaolo, Telecom Italia e Poste Italiane, che diventerebbero successivamente utilizzatori delle strutture.

TELECOM ITALIA, LEONARDO, ENI. Telecom Italia sarebbe prossima a entrare in un consorzio con Leonardo ed Eni per partecipare a un progetto di gigafactory dedicata all’intelligenza artificiale e finanziata dall’Unione europea, secondo quanto riferito da La Stampa.

UNICREDIT. Alpha Bank, istituto greco partecipato al 29,5% da UniCredit, ha chiuso il primo semestre dell’anno con un incremento dell’utile netto, sostenuto dalla solidità dei ricavi da commissioni e interessi.

PIRELLI. Sinochem ha trasferito al miliardario ceco Michal Strnad una quota del 14% di Pirelli, secondo quanto comunicato ieri dalle due parti. L’operazione riduce in misura significativa l’investimento del gruppo statale cinese nel produttore italiano di pneumatici.

LEONARDO. Leonardo ha migliorato le previsioni per l’intero esercizio relative a ordini, risultato operativo e flusso di cassa libero, dopo avere registrato nel primo semestre un aumento del +45,0% dei nuovi contratti acquisiti. Il gruppo terrà un webcast e una conference call per illustrare i risultati trimestrali.

WEBUILD. Webuild si è aggiudicata un contratto del valore di 803 milioni di euro per costruire la sezione centrale del Tunnel Subportuale di Genova, opera commissionata da Autostrade per l’Italia, secondo quanto indicato in una nota.

WEBUILD, TREVI. L’offerta su Trevi rappresenta un progetto di integrazione industriale e non un’operazione puramente finanziaria, ha affermato al Corriere della Sera l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini. Il manager ha spiegato che Trevi apporta competenze e capacità, mentre Webuild è in grado di assegnarle immediatamente circa 2 miliardi di euro di lavori, raddoppiandone il portafoglio.

ENEL. Enel ha indicato che le attività in Spagna e America Latina hanno sostenuto i risultati del gruppo nel primo semestre, periodo chiuso con un utile ordinario in crescita del +3,0% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. L’Ebitda ordinario, depurato dalle componenti straordinarie, ha raggiunto 11,8 miliardi di euro, superando il consensus degli analisti raccolto dalla società e pari a 11,7 miliardi. L’utile netto per azione dell’intero esercizio è atteso nella parte alta dell’intervallo previsto dalla guidance, secondo una nota diffusa ieri. La società ha anche avviato un programma per l’acquisto di 2,6 milioni di azioni proprie, destinate al piano di incentivazione di lungo termine 2026.

AZIMUT GROUP. Azimut Group ha innalzato la previsione sulla raccolta netta del 2026 a oltre 35 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 10 miliardi, confermando un obiettivo di utile netto pari a 550 milioni al netto delle componenti straordinarie. Il gruppo ha anche approvato la prima tranche del piano di riacquisto di azioni proprie per 250 milioni di euro, con avvio programmato ad agosto 2026, secondo una nota pubblicata ieri.

AEFFE. Oxy Capital, alla guida di un consorzio formato da partner industriali e finanziari attivi nel settore della moda, ha presentato un’offerta vincolante per acquisire Aeffe. La proposta si inserisce nel percorso di risanamento della società e nella procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa avviata lo scorso ottobre.

SAIPEM. Le autorità antitrust dell’Unione europea hanno rinviato di circa tre settimane la scadenza prevista per decidere sull’autorizzazione alla fusione tra Saipem e la norvegese Subsea 7.

A2A. A2A prevede di terminare il 2026 con una produzione idroelettrica pari a 3,9 TWh, inferiore alla media storica di 4,1 TWh, a causa della diminuzione del -30,0% delle precipitazioni nevose registrata nel Nord Italia durante il primo semestre dell’anno. Il gruppo ha anche selezionato i siti destinati a ospitare due dei tre data center programmati: una struttura da 20 MW sarà realizzata presso la sede di via Lamarmora, mentre un impianto da 80 MW sorgerà nei pressi della centrale di Cassano d’Adda, nell’area di Milano. Le procedure autorizzative sono in corso e l’avvio dei lavori è previsto nel 2027.

MARE ENGINEERING. Mare Engineering ha annunciato un aumento di capitale da 10 milioni di euro, con un prezzo di sottoscrizione fissato a 5 euro per azione.

REWAY. Rinova BidCo ha acquisito il 30 luglio 2026 una partecipazione dell’83,38% in Reway Group, pagando 10,31 euro per azione. L’operazione ha determinato l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle restanti 6.451.000 azioni, corrispondenti al 16,62% del capitale. L’offerta punta a ottenere il delisting di Reway da Euronext Growth Milan.

NIELSEN. Il mercato pubblicitario italiano ha registrato a giugno 2026 una contrazione annua del -1,8%, mentre nei primi sei mesi dell’anno la raccolta cumulata ha segnato una crescita del +0,5%, secondo i dati diffusi da Nielsen.

DIASORIN, ERG, FERRETTI. Diasorin, Erg e Ferretti pubblicano i rispettivi risultati trimestrali.

DIPIETRO GROUP. Dipietro Group avvia le negoziazioni sul segmento Euronext Growth Milan.

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