Microsoft vola +26%, per Goldman è la migliore: L’IA l’ha scelta già da un mese
L’Euro Stoxx 50 apre la seduta odierna in territorio positivo. Tonici anche i futures sull’S&P 500 (+0,6%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,9%).
L’inizio di agosto coincide con il bilancio di un mese di luglio caratterizzato da forti oscillazioni sui mercati globali, passati da una fase relativamente stabile a un contesto dominato dalle tensioni geopolitiche, dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalla revisione delle aspettative sull’intelligenza artificiale. Il Brent è risultato l’asset principale con la migliore performance mensile, in rialzo del +23,6%, sostenuto dalla riaccensione del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Il contesto reflazionistico ha penalizzato il mercato obbligazionario globale, mentre la decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi, accompagnata da indicazioni limitate da parte del presidente Kevin Warsh, ha favorito un marcato irripidimento della curva dei rendimenti. Il Treasury trentennale ha chiuso luglio al livello più alto dal 2007 con un rendimento del 5,27%, mentre il Bund decennale ha raggiunto il massimo dal 2011 al 3,20%.
Sui mercati azionari il tema dominante è stato il ridimensionamento delle valutazioni legate all’intelligenza artificiale. L’indice Philadelphia Semiconductor ha perso il -20,6%, registrando il peggior mese dal 2008, mentre il Kospi ha ceduto il -22,2% nonostante il recupero finale. Entrambi gli indici mantengono comunque un progresso superiore al +50% dall’inizio dell’anno. Le Borse europee hanno mostrato una maggiore tenuta e la rotazione settoriale ha consentito ai principali listini di rimanere vicino ai massimi storici.
Il principale tema di mercato all’inizio di agosto riguarda lo yen. La scorsa settimana una sospetta operazione di intervento sul mercato dei cambi ha contribuito a un rafforzamento della valuta giapponese del +4,09% nei confronti del dollaro, il progresso settimanale più marcato degli ultimi due anni. L’intervento è stato coordinato con gli Stati Uniti. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito lo yen fortemente sottovalutato, mentre venerdì è emerso che la Federal Reserve di New York avrebbe effettuato verifiche sul cambio tra yen ed euro. Il coordinamento dell’intervento è stato successivamente confermato. Nelle prime ore della giornata la valuta giapponese registra un ulteriore apprezzamento del +0,6%, dopo avere toccato un progresso intraday del +1,4%, alimentando nuove ipotesi di ulteriori interventi sul mercato.
Le notizie provenienti dal Medio Oriente hanno migliorato il sentiment degli investitori nel fine settimana.
In Asia questa mattina permane la volatilità del comparto tecnologico, che pesa sul Kospi, in ribasso del -4,92%, e sul Nikkei, in calo del -0,93%. L’Hang Seng si mantiene invariato, mentre i principali listini cinesi registrano flessioni di alcuni decimi di punto percentuale.
La politica monetaria resta un elemento centrale. La Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi nella riunione della scorsa settimana, con tre membri favorevoli a un rialzo, segnalando la permanenza di preoccupazioni sull’inflazione. Il mercato seguirà quindi gli interventi dei componenti del board Lisa Cook, Alberto Musalem, Thomas Barkin e Jeffrey Schmid alla ricerca di indicazioni sull’interpretazione dei dati più recenti. Le previsioni continuano a indicare due rialzi dei tassi da 25 punti base entro la fine dell’anno, a settembre e dicembre. Le aspettative di un intervento della Bce a settembre restano vicine al 90%.
I mercati azionari hanno chiuso la settimana in rialzo. L’S&P 500 ha guadagnato il +1%, con un progresso del +0,7% nella seduta di venerdì. Il tema dominante è rimasta la volatilità del comparto dell’intelligenza artificiale. L’indice Philadelphia Semiconductor ha chiuso la settimana in ribasso del -4,3% nonostante il recupero del +8,19% registrato giovedì. Tra i Magnifici Sette, Microsoft ha guadagnato il +21,7% e Amazon il +17% dopo la pubblicazione dei risultati, mentre Apple ha perso il -7,2% e Meta il -6,5%.
Sui mercati internazionali il movimento più marcato ha interessato il Kospi, che dopo il rialzo del +17,9% registrato venerdì ha comunque chiuso la settimana in calo del -1,42%, dopo le forti perdite accumulate tra martedì e mercoledì. Le Borse europee hanno sovraperformato grazie alla discesa del Brent in assenza di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. A sostenere il sentiment ha contribuito anche il dato preliminare sul Pil dell’Eurozona, cresciuto del +0,4% nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente. L’indice Dax ha guadagnato il +2,1%, il Cac 40 il +1,6% e il Ftse 100 il +1,2%, mentre lo Stoxx 600 è salito del +0,7%, frenato dal calo del -8,24% di ASML.
In Giappone il rafforzamento dello yen, in rialzo del +4,1% nella settimana, insieme alla decisione della Bank of Japan di mantenere invariati i tassi, ha accompagnato il recupero del Nikkei, salito del +4% nella seduta di venerdì e in calo del -0,4% nell’intera settimana.
Nel corso di luglio i rendimenti dell’Eurozona hanno registrato il rialzo più marcato dallo scorso marzo, mentre gli investitori hanno progressivamente incorporato nelle valutazioni le possibili conseguenze di lungo periodo dello shock energetico provocato dal conflitto in Medio Oriente.
Sul mercato primario, il Tesoro francese torna in asta con un’offerta di Buoni del Tesoro a breve termine. Nel dettaglio, saranno collocati tra 2,6 e 3 miliardi di euro del Btf con scadenza 11 novembre 2026, tra 300 e 700 milioni del Btf con scadenza 30 dicembre 2026, tra 1,5 e 1,9 miliardi del Btf con scadenza 10 febbraio 2027 e tra 1,5 e 1,9 miliardi del Btf con scadenza 14 luglio 2027.
Le quotazioni del petrolio arretrano dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’avvio di nuovi colloqui con l’Iran previsto per oggi, in seguito alla decisione di annullare un attacco pianificato contro la Repubblica Islamica. Il Brent con scadenza ottobre arriva a perdere fino al -7,3% a 82 dollari al barile, dopo avere registrato nel mese di luglio un rialzo di quasi il +25%, il più marcato da marzo. Il West Texas Intermediate scende sotto la soglia degli 80 dollari al barile. Trump ha dichiarato di avere revocato un’offensiva di ampia portata contro l’Iran dopo che alcuni alleati in Medio Oriente, tra cui l’Arabia Saudita, gli hanno chiesto di privilegiare una soluzione negoziale.
Il presidente statunitense ha spiegato di avere accettato di sospendere l’attacco, subordinando la decisione alla possibilità di raggiungere rapidamente un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. In un messaggio pubblicato su Truth Social ha invitato tutte le parti coinvolte a impegnarsi per arrivare rapidamente a un’intesa.
Secondo Takahiro Asaoka, ricercatore specializzato in materie prime presso Itochu Research Institute, la flessione delle quotazioni riflette il sollievo degli investitori per l’allontanamento del rischio di un’ulteriore escalation. L’esperto ritiene che il movimento sia riconducibile soprattutto alla chiusura di posizioni speculative, favorita dalla riduzione del premio per il rischio geopolitico. Asaoka osserva inoltre che un calo duraturo del petrolio appare difficile senza un accordo che consenta il pieno ripristino della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
Nel corso di luglio il Brent ha oscillato all’interno di un intervallo di circa 32 dollari, mentre la ripresa dei combattimenti seguita al fallimento della tregua di giugno ha esteso il conflitto fino al Mar Rosso e alla Giordania. Una nuova pausa delle ostilità introdotta a fine luglio per favorire gli sforzi diplomatici è stata successivamente interrotta. Anche il gas naturale europeo registra un calo, arrivando a perdere fino al -6,3% nelle prime contrattazioni asiatiche.
Le perdite del petrolio si sono ridotte dopo che la United Kingdom Maritime Trade Operations ha reso noto che
I produttori del Golfo continuano intanto a individuare rotte alternative per le esportazioni. Turchia e Iraq hanno concordato il prolungamento di un anno dell’accordo relativo all’oleodotto tra i due Paesi, ormai scaduto, che potrà trasportare fino a 750.000 barili al giorno, secondo quanto comunicato dal ministero del Petrolio iracheno.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i negoziati tra Iran e Oman sono ormai nelle fasi finali. I due Paesi, che si affacciano sullo Stretto di Hormuz, stanno discutendo una nuova rotta di navigazione, anche se un portavoce del ministero, intervistato dalla televisione di Stato iraniana, ha precisato che i colloqui non riguardano l’eventuale apertura o chiusura del passaggio marittimo.
I principali Paesi dell’OPEC+ hanno inoltre approvato un nuovo incremento limitato delle quote produttive, completando il ripristino teorico dei tagli all’offerta introdotti nel 2023 e mantenendo la possibilità di aumentare ulteriormente la produzione una volta concluso il conflitto in Medio Oriente.
Il ministero dell’Energia del Kazakistan ha comunicato che il Caspian Pipeline Consortium continua a operare con un afflusso di greggio pari a 100.000 tonnellate al giorno a partire dal 1° agosto, dopo la sospensione temporanea di venerdì. Il consorzio consentirà il carico delle petroliere, anche se il ritmo delle esportazioni dipenderà dalla disponibilità degli armatori ad affrontare i rischi della navigazione.
Una serie di attacchi contro le petroliere impegnate nelle operazioni di carico presso il terminale sul Mar Nero ha compromesso i flussi lungo il Caspian Pipeline Consortium, una delle principali vie di esportazione del greggio kazako.
L’oro si rafforza dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’avvio di nuovi negoziati con l’Iran nel corso della giornata di oggi, alimentando le speranze di una svolta nel conflitto in corso da diversi mesi che potrebbe attenuare le pressioni inflazionistiche generate dai rincari dell’energia.
Il metallo prezioso viene scambiato intorno ai 4.070 dollari l’oncia, dopo avere chiuso luglio con un rialzo del +1%, il primo progresso mensile da febbraio. Trump ha dichiarato di avere annullato un massiccio attacco contro l’Iran dopo che alcuni alleati in Medio Oriente, tra cui l’Arabia Saudita, gli hanno chiesto di privilegiare una soluzione diplomatica.
Gli operatori seguono con attenzione anche le prossime mosse della Federal Reserve dopo che il New York Times ha riportato le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh, secondo cui sarebbe allo studio una riduzione della frequenza delle riunioni di politica monetaria. Una simile decisione rappresenterebbe un cambiamento significativo per la banca centrale statunitense, che attualmente si riunisce otto volte l’anno e che la scorsa settimana ha votato con un risultato di nove a tre per mantenere invariati i tassi di interesse.
Gli investitori hanno criticato la scelta di Warsh di limitare le indicazioni al mercato sull’evoluzione della politica monetaria, mentre aumenta la pressione sulla Federal Reserve affinché intervenga con maggiore decisione per contrastare l’inflazione. I tre membri che hanno espresso voto contrario nell’ultima riunione hanno avvertito che un intervento troppo tardivo potrebbe rendere necessarie misure restrittive ancora più incisive in futuro.
Secondo Samantha Dart di Goldman Sachs, dopo la riunione della Federal Reserve il contesto appare leggermente più favorevole all’oro. L’analista osserva che il timore di tassi di interesse più elevati aumenta il costo opportunità di detenere un’attività priva di rendimento come il metallo prezioso, inducendo gli investitori a ridurre l’esposizione. Dart sottolinea comunque che, dal punto di vista tattico, la situazione resta ancora incerta.
Dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, oltre cinque mesi fa, l’oro ha perso più di un quinto del proprio valore. Il forte rialzo dei prezzi dell’energia ha alimentato le pressioni inflazionistiche, rafforzando le aspettative di tassi di interesse elevati per un periodo più lungo, uno scenario generalmente sfavorevole per i metalli preziosi che non distribuiscono rendimenti.
Ahmad Assiri, market strategist di Pepperstone Group, ritiene che il metallo prezioso abbia beneficiato di un secondo elemento di sollievo, consolidando le quotazioni dopo il rinvio degli attacchi contro l’Iran deciso da Trump nel fine settimana e in seguito al tono solo moderatamente restrittivo adottato dalla Federal Reserve nella riunione della scorsa settimana.
Assiri aggiunge che il graduale aumento dei rendimenti obbligazionari continua a esercitare una pressione limitata sull’attrattiva dell’oro, mentre le tensioni legate all’Iran potrebbero incidere negativamente sull’andamento delle quotazioni nel corso della settimana qualora gli sforzi diplomatici nella regione non portassero a risultati positivi.
L’attenzione si concentra oggi sul settore manifatturiero italiano. Le attese indicano un ulteriore miglioramento dell’attività a luglio, con l’indice Pmi previsto in lieve aumento a 52,3 dal 52,2 registrato a giugno, confermando una fase di espansione del comparto.
Indicazioni incoraggianti sono già arrivate venerdì dall’Istat. L’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere relativo a luglio ha superato le aspettative, attestandosi a 89,6, il livello più elevato dal giugno 2023.
In agenda anche il dato del Ministero dell’Economia sul fabbisogno del settore statale relativo a luglio. Nello stesso mese del 2025 il saldo provvisorio aveva evidenziato un avanzo di 14,2 miliardi di euro.
Negli Stati Uniti l’attenzione della settimana sarà rivolta ai principali indicatori. Mercoledì è attesa la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo di luglio, che dovrebbe confermare un quadro ancora favorevole, mentre i rincari della benzina sono destinati a esercitare una maggiore pressione sull’inflazione complessiva nel mese di agosto. Venerdì sarà la volta del rapporto sull’occupazione di luglio, con il consenso che prevede una ripresa della crescita dei nuovi posti di lavoro dopo il rallentamento registrato a giugno, un dato che sarà seguito con particolare attenzione dalla Federal Reserve.
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
PRYSMIAN. Prysmian ha firmato un accordo definitivo per acquisire Atkore a 95 dollari per azione. L’operazione attribuisce alla società un enterprise value implicito di circa 3,8 miliardi di dollari, pari a circa 3,3 miliardi di euro. La valutazione corrisponde a un multiplo di 9,8 volte l’Ev/Ebitda 2025, che scende a 7,1 volte considerando le sinergie attese a regime. Il prezzo riconosce inoltre un premio di circa il 23% rispetto alla media ponderata dei prezzi degli ultimi 90 giorni antecedenti a venerdì 31 luglio.
BANCO BPM, MPS. Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha deciso venerdì sera di interrompere il confronto relativo a una possibile fusione con Banca Monte dei Paschi di Siena. In precedenza l’amministratore delegato di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, aveva dichiarato che appare molto difficile individuare una creazione di valore per gli azionisti di Banco Bpm attraverso un’operazione di questo tipo. Il direttore finanziario della banca francese ha aggiunto che un’eventuale integrazione tra Crédit Agricole e Banco Bpm rappresenterebbe uno scenario preferibile rispetto a una fusione tra Banco Bpm e Mps.
INTESA SANPAOLO, MPS, GENERALI. L’Autorità Antitrust avrebbe richiesto ulteriori informazioni in merito all’offerta presentata sulla banca senese, con particolare riferimento alle attività assicurative, considerando che Mps possiede indirettamente, tramite Mediobanca, una partecipazione del 13,3% in Generali. Secondo quanto riportato dall’inserto Affari&Finanza, anche Generali avrebbe trasmesso nuova documentazione all’Autorità. Il quotidiano riferisce che l’attuale fase preliminare potrebbe evolvere a settembre nell’apertura di una vera istruttoria, durante la quale saranno ascoltate le parti interessate prima della decisione finale.
UNICREDIT. Secondo quanto riportato dal Corriere Economia, oltre ai 635 sportelli destinati a Unipol, Intesa potrebbe cedere a UniCredit anche le 617 filiali di Mps. L’operazione consentirebbe alla banca guidata da UniCredit di rafforzare la propria presenza sul territorio nazionale.
POSTE ITALIANE. Da oggi prende il via il programma di riacquisto di azioni proprie, avviato in esecuzione della delibera approvata dall’assemblea degli azionisti dello scorso 18 giugno.
SAIPEM. Nell’ambito della prevista fusione con Subsea 7 sono scaduti i termini previsti dalla normativa antitrust statunitense. Di conseguenza le parti sono ora autorizzate a completare l’operazione negli Stati Uniti.
DANIELI. GravitHy ha affidato a Danieli la realizzazione di un impianto di riduzione diretta Energiron Zero Reformer destinato alla produzione di 2 milioni di tonnellate all’anno di Hbi, utilizzando idrogeno e un sistema di riscaldamento elettrico di processo. Il valore complessivo del progetto supera i 3 miliardi di euro e Danieli ha ricevuto il via libera per l’avvio della fase iniziale di ingegneria di base relativa alla propria fornitura.
ITALIAN SEA GROUP. La società ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 170,9 milioni di euro, rispetto ai 33,9 milioni registrati nel 2024. Il consiglio di amministrazione ha approvato un aumento di capitale fino a un massimo di 140 milioni di euro, accompagnato dall’emissione di strumenti finanziari partecipativi per ulteriori 150 milioni di euro che non costituiranno capitale sociale. La società evidenzia inoltre il permanere di significative incertezze sulla continuità aziendale, la cui soluzione dipenderà anche dal successo delle iniziative previste dal piano di risanamento e da fattori esterni al controllo degli amministratori.
JUVENTUS. Il club bianconero ha raggiunto un accordo con il Paris Saint-Germain per l’acquisto a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive di Randal Kolo Muani per un corrispettivo di 38 milioni di euro. È stato inoltre definito l’acquisto definitivo di Kerim Alajbegovic dal Bayer Leverkusen per 30 milioni di euro, importo che sarà corrisposto nell’arco di quattro esercizi.
TELECOM ITALIA. Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto a Tim una sanzione da 9,5 milioni di euro per l’acquisizione illecita dei consensi, controlli ritenuti insufficienti sulla filiera commerciale e ostacoli all’esercizio dei diritti degli utenti.
LEONARDO. Proseguono le trattative non vincolanti con la tedesca Rheinmetall per valutare la possibile cessione di una quota di Iveco Defence Vehicles.
FERRETTI, ITALIAN SEA GROUP. Nel corso della conference call successiva alla presentazione dei risultati semestrali, il direttore finanziario di Ferretti ha dichiarato che il gruppo segue con attenzione il dossier relativo a The Italian Sea Group, impegnata nell’attuazione di un piano di risanamento.
STELLANTIS. Attesi i dati relativi alle immatricolazioni di autovetture nel mercato italiano per il mese di luglio.
FERRAGAMO. È in programma la riunione del consiglio di amministrazione per l’approvazione dei risultati del primo semestre.
ANIMA HOLDING. In calendario il consiglio di amministrazione dedicato all’esame dei conti semestrali.
A livello internazionale sono da monitorare:
ALIBABA. Il titolo ha guadagnato il 6,5% dopo la presentazione del nuovo modello di intelligenza artificiale di punta, le cui prestazioni vengono indicate come comparabili a quelle dei principali concorrenti internazionali, tra cui Fable di Anthropic.
DEEPSEEK. Venerdì la società cinese ha lanciato la versione beta pubblica dell’Api del proprio modello di intelligenza artificiale V4 Flash, annunciando miglioramenti nelle capacità degli agenti intelligenti.
Vale il rischio fare trading su MSFT?
Prima di cliccare su "compra", devi sapere esattamente dove impostare il tuo stop-loss. Il nostro Vision AI "vede" letteralmente il grafico di MSFT e fornisce un piano completo di gestione del rischio—ingresso, stop-loss e obiettivo di profitto—in meno di 60 secondi.
Proteggi il ribasso. Valida ogni operazione. Investi in modo più intelligente.