Microsoft vola +26%, per Goldman è la migliore: L’IA l’ha scelta già da un mese
negli ultimi mesi l’attenzione degli investitori si è concentrata quasi esclusivamente sull’intelligenza artificiale, sulle tensioni geopolitiche e sulle decisioni delle principali banche centrali. Esiste però un indicatore meno discusso, ma estremamente importante, che potrebbe influenzare l’andamento dei mercati nei prossimi mesi: i tassi di interesse reali.
A differenza dei tassi nominali, quelli reali misurano il costo effettivo del denaro al netto dell’inflazione e rappresentano uno dei migliori indicatori della disponibilità di capitale nell’economia. Quando aumentano eccessivamente, imprese e famiglie tendono a investire e consumare meno, con possibili effetti sulla crescita economica.
Da quanto condiviso dalle maggiori case d’investimento globali, il livello attuale non rappresenta ancora un pericolo immediato, ma costituisce un segnale che merita attenzione.
Perché i tassi reali sono così importanti?
Negli ultimi anni i tassi reali statunitensi sono saliti ai livelli più elevati degli ultimi decenni.
Attualmente il tasso reale associato ai Fed Funds si aggira intorno all’1%, mentre quello del Treasury decennale si avvicina all’1,7%. Si tratta di valori ancora inferiori alla soglia storicamente considerata critica per la crescita economica, stimata tra il 3% e il 4%.
Tuttavia, un ulteriore aumento potrebbe iniziare a rendere più costosi finanziamenti, mutui e investimenti aziendali, rallentando progressivamente l’attività economica.
Non è solo l’inflazione a spingere i rendimenti
Molti investitori ritengono che l’aumento dei rendimenti obbligazionari sia principalmente dovuto ai timori sull’inflazione ma la situazione potrebbe essere diversa.
Gran parte dell’incremento dei rendimenti osservato nel corso dell’anno deriva infatti dall’aumento dei tassi reali, più che dalle aspettative inflazionistiche.
Dietro questo fenomeno si trovano soprattutto due fattori:
- - gli enormi investimenti necessari per sviluppare le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale, dai data center ai semiconduttori;
- - l’elevato fabbisogno di finanziamento dei governi, che continua a richiedere ingenti emissioni di titoli di Stato.
Questi elementi aumentano la domanda di capitale e contribuiscono a mantenere elevati i tassi reali.
L’inflazione potrebbe sorprendere positivamente
Paradossalmente la dinamica dei prezzi potrebbe rallentare più rapidamente rispetto a quanto attualmente scontato dai mercati.
L’impatto dei dazi commerciali appare ormai in gran parte assorbito, mentre il precedente aumento dei prezzi dell’energia sembra avere avuto effetti limitati sull’inflazione di fondo.
Se questo scenario dovesse concretizzarsi, la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea (BCE) e la Bank of England potrebbero mantenere i tassi stabili più a lungo, evitando ulteriori strette monetarie.
L’intelligenza artificiale resta la variabile chiave
Anche se l’inflazione dovesse continuare a diminuire, i tassi reali potrebbero rimanere relativamente elevati.
Il motivo è semplice: gli investimenti collegati all’intelligenza artificiale continuano a crescere.
Le grandi aziende tecnologiche come Microsoft, Amazon, Alphabet (Google), Meta Platforms, NVIDIA, TSMC e ASML stanno investendo centinaia di miliardi di dollari per ampliare data center, infrastrutture cloud e capacità di calcolo.
Questa forte domanda di capitale rappresenta oggi uno dei principali fattori che sostengono i tassi reali.
In questo contesto,risultano sempre interessanti le obbligazioni con scadenze medio-brevi, dove il rapporto tra rendimento e rischio appare ancora favorevole.
Maggiore prudenza deve esserci sempre sulle obbligazioni a lunghissima scadenza, più sensibili sia all’evoluzione del debito pubblico sia ai futuri movimenti dei tassi.
Per gli investitori diventa quindi fondamentale monitorare non solo le decisioni della Federal Reserve, ma anche l’evoluzione degli investimenti nell’intelligenza artificiale e la domanda globale di capitale.
Il messaggio principale è chiaro: oggi i tassi reali non rappresentano ancora un ostacolo alla crescita economica, ma il loro andamento sarà uno dei fattori più importanti da seguire nei prossimi mesi.
Se continueranno a salire, potrebbero rallentare investimenti e consumi. Se invece rimarranno stabili, l’economia potrebbe continuare a crescere sostenuta dall’innovazione tecnologica e dagli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Per questo motivo, oltre a osservare inflazione e decisioni delle banche centrali, sarà sempre più importante monitorare la domanda di capitale generata dalla rivoluzione dell’AI, destinata a influenzare mercati finanziari, obbligazioni e crescita economica per molti anni.
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